Calatafimi si prepara alla Festa del Santissimo Crocifisso tra tradizione e ‘doni dal cielo’

redazione

Calatafimi si prepara alla Festa del Santissimo Crocifisso tra tradizione e ‘doni dal cielo’

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giovedì 30 Aprile 2026 - 06:00

A Calatafimi Segesta cresce l’attesa per il ritorno della Festa del Santissimo Crocifisso, che dopo 14 anni riporterà nelle strade della città uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità. A otto giorni dall’avvio delle celebrazioni, l’intero centro si presenta in fermento: i Ceti, espressione delle antiche categorie professionali, hanno ormai ultimato la preparazione dei doni che saranno distribuiti durante i cortei dell’1 e 2 maggio, simbolo del lavoro benedetto e della devozione popolare. Confetti, noccioline, dolci tipici, fiori e altri prodotti della tradizione sono stati confezionati grazie al contributo corale dei cittadini, pronti ad accogliere i visitatori attesi per il lungo weekend. Gli ultimi giorni prima della festa rappresentano anche un’occasione per visitare le mostre allestite dai vari Ceti, vere e proprie narrazioni collettive che raccontano identità, storia e appartenenza. Borgesi del SS. Crocifisso, Maestranza, Massari, Cavallari, Ortolani, Commercianti, Macellai, Mugnai, Borgesi di San Giuseppe, Caprai e Pecorai si preparano a dare vita a una manifestazione che unisce generazioni diverse nel segno della tradizione.

Il programma entrerà nel vivo il 30 aprile con i riti della vigilia: il trasporto dei simulacri della Madonna di Giubino e della Santa Croce verso la Chiesa del SS. Crocifisso, con la partecipazione degli alunni delle scuole e di numerosi bambini che porteranno in processione gli oggetti preziosi del tesoro votivo. Nei giorni 1 e 2 maggio si svolgerà la parte folkloristica della festa, preceduta dalla suggestiva Processione-Ideale, una rappresentazione biblica con carri e personaggi realizzati dall’artigianato locale. A seguire, il Corteo dei Ceti animerà le vie cittadine con muli e cavalli bardati, fino al momento conclusivo con i Massari e il tradizionale carro sormontato dalla Torre. Due giorni in cui la città rinnova la propria devozione attraverso gesti simbolici e doni, celebrando un rito che è insieme fede, storia e identità collettiva.

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