Caro Tari, Trapani quarta nella top ten delle città italiane: “Pressione fiscale insostenibile”

redazione

Caro Tari, Trapani quarta nella top ten delle città italiane: “Pressione fiscale insostenibile”

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giovedì 05 Febbraio 2026 - 16:12

Tari 2025, Trapani al quarto posto nella top dieci delle città più care d’Italia. “La tassa sui rifiuti continua a pesare come un macigno sul bilancio delle famiglie trapanesi. Secondo l’ultima indagine conoscitiva sulla Tari realizzata dal servizio ‘Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali’ della UIL nazionale sui capoluoghi di provincia italiani, nel 2025 Trapani si conferma tra le città con il carico fiscale più elevato d’Italia, posizionandosi al quarto posto a livello nazionale”. Lo afferma il segretario generale della Uil di Trapani Tommaso Macaddino, che poi entra nel dettaglio dei numeri: “Purtroppo i dati sono impietosi: per una famiglia tipo di quattro componenti in un’abitazione di 80 mq, il costo medio annuo a Trapani ha raggiunto i 521 euro. Un dato che colloca il capoluogo trapanese ben al di sopra della media nazionale di 350 euro e lo inserisce nella “top ten” nazionale dei costi più alti, preceduto solo da Pisa (650 euro), Brindisi (529 euro) e Pistoia (524 euro)”. E aggiunge: “Siamo di fronte a una situazione paradossale che aggrava ulteriormente il divario sociale nel nostro territorio. Mentre il potere d’acquisto dei salari viene eroso dall’inflazione, i cittadini trapanesi sono costretti a pagare una delle tasse sui rifiuti più care d’Italia per un servizio che spesso non rispecchia l’onere economico richiesto”.

Tommaso Macaddino

L’analisi storica dei dati evidenzia un trend di costante crescita per il territorio trapanese negli ultimi anni: 2020: 494 euro; 2021: 465 euro; 2022: 457 euro; 2023: 472 euro; 2024: 511 euro; 2025: 521 euro (con un incremento del 1,98% rispetto all’anno precedente). “Il confronto con il passato è allarmante – continua Macaddino -. Dal 2022 a oggi abbiamo assistito a un aumento progressivo che ha portato la tariffa da 457 euro agli attuali 521 euro. È inaccettabile che una tassa concepita per coprire i costi di un servizio si trasformi in un prelievo forzoso scollegato dai reali livelli di efficienza”. I dati della Uil Trapani sottolinea, inoltre, come le iniquità territoriali siano evidenti anche nel confronto con le altre città siciliane: se a Trapani si pagano 521 euro, ad Agrigento la spesa è di 500 euro, a Catania di 483 euro, a Palermo di 373 euro e a Messina di 315 euro. “Chiediamo politiche pubbliche di lungo periodo e un utilizzo strategico delle risorse del PNRR per colmare il gap impiantistico – conclude il segretario Macaddino – . Non si può continuare a far cassa sui cittadini senza offrire in cambio un sistema ambientale davvero sostenibile, equo e giusto. È urgente un confronto serrato con le istituzioni per trovare soluzioni che riducano la pressione fiscale e migliorino la qualità della vita nel Trapanese”.

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