Salvatore Giacalone, mezzo secolo di giornalismo al servizio di Mazara del Vallo

Luca Di Noto

Salvatore Giacalone, mezzo secolo di giornalismo al servizio di Mazara del Vallo

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domenica 18 Gennaio 2026 - 14:30

Cinquant’anni e anche oltre di attività sono un traguardo che non va soltanto festeggiato, ma che deve essere celebrato. Ancor di più se a tagliare il traguardo è la memoria storica di un’intera comunità, punto di riferimento di un’intera categoria (e non solo) e un personaggio a cui tutti vogliono bene, per il suo sapere, la sua autorevolezza e il suo saper essere pungente. Mazara del Vallo ha reso omaggio a Salvatore Giacalone nel giorno del 50° anniversario della sua iscrizione all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, avvenuta il 12 gennaio 1976. Una cerimonia sentita, ospitata nella Galleria Sicilia, alla presenza di colleghi, rappresentanti istituzionali e amministratori, che hanno voluto riconoscere il valore umano e professionale di una figura diventata, nel tempo, un autentico punto di riferimento per l’informazione locale e non solo. A consegnare la pergamena celebrativa è stato il sindaco Salvatore Quinci, a nome dell’intera cittadinanza, sottolineando “il garbo e l’eleganza” con cui Giacalone ha sempre raccontato fatti, eventi e persone. Un riconoscimento che va ben oltre la durata della carriera: mezzo secolo di giornalismo che coincide, di fatto, con mezzo secolo di storia di Mazara del Vallo.

Particolarmente apprezzato, oltre che originale, il format scelto per la cerimonia, che ha visto il primo cittadino in una veste inedita, quella di intervistatore, e Giacalone in quella – altrettanto insolita – di intervistato. Un dialogo diretto, semplice, capace di ripercorrere trasformazioni sociali, economiche e culturali della città, ma anche di restituire il senso profondo di una professione vissuta con passione e rispetto. “È stato per me un evento molto significativo – ci ha raccontato Salvatore, permettetemi di chiamarlo per nome – perché i 50 anni di iscrizione all’albo si festeggiano una sola volta. Un viaggio lunghissimo, ma bellissimo. Il giornalismo mi ha portato a conoscere centinaia di persone, centinaia di fatti, tutta una storia di questa città”. Parole che racchiudono il senso di un percorso professionale vissuto non come semplice cronaca, ma come partecipazione attiva alla vita della comunità. Nel corso dell’intervista, il decano dei giornalisti mazaresi ha anche riflettuto sui cambiamenti della città “che 50 anni fa era ancora alla ricerca di sé stessa e che si è evoluta in maniera molto rapida” e che ha individuato alcuni eventi che hanno impresso una direzione alla città, come la mostra realizzata dall’ex sindaco Safina nella seconda decade degli anni ‘60, un’attrattiva per la Sicilia occidentale, il rinvenimento del Satiro o la realizzazione del Blue Sea Land da parte del compianto Giovanni Tumbiolo.

Una città proiettata oggi verso il turismo dopo il declino del settore pesca e l’assenza di una vera vocazione industriale: “La città – sottolinea Salvatore – viveva solo ed esclusivamente per la pesca. In Consiglio comunale c’erano sempre quattro, cinque o sei armatori, c’erano i rappresentanti delle associazioni armatoriali, che allora erano ben cinque. C’era quindi una grande marineria anche se divisa, oggi invece non c’è più niente da dividere, oggi si vivacchia”. Ma altrettanto significativa è stata la riflessione sull’evoluzione del mestiere di giornalista: “Dettavo gli articoli al telefono, c’erano i dimafonisti a Palermo che trascrivevano ciò che io dicevo. Oggi c’è il computer, tu stai realizzando questa intervista con il telefonino, qualcosa che decenni fa era inconcepibile. La professione si è trasformata anche in relazione all’evoluzione tecnica”. Un’evoluzione che Giacalone ha attraversato senza mai perdere equilibrio, misura e autorevolezza, diventando per molti colleghi – soprattutto per le nuove generazioni – un maestro, una guida discreta, una memoria storica sempre disponibile al confronto. In tanti, nel corso degli anni, hanno mosso i primi passi nel giornalismo anche grazie ai suoi consigli, alla sua capacità di ascolto e al suo stile. “Questo momento resterà con me per tutta la vita”, ha concluso con emozione. E che probabilmente resterà anche nella memoria collettiva di Mazara del Vallo, che ha voluto dire grazie a uno dei suoi narratori più autentici. 

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