Quando il caldo zittisce l’orchestra: prima dei fischi serve comprensione

Claudia Marchetti

Ka...link...ka

Quando il caldo zittisce l’orchestra: prima dei fischi serve comprensione

Condividi su:

lunedì 20 Luglio 2026 - 07:37

Ci sono serate in cui la musica deve arrendersi. Non per mancanza di volontà, non per scarso rispetto verso il pubblico, ma perché il corpo umano e gli strumenti hanno un limite. È quello che è accaduto a Mazara del Vallo, dove l’Orchestra Sinfonica Siciliana ha scelto di non esibirsi ulteriormente al Collegio dei Gesuiti a causa del caldo soffocante e dell’umidità elevatissima. Una decisione che ha provocato fischi e polemiche, ma che merita di essere letta con maggiore equilibrio. Chi conosce Mazara sa bene cosa significhino certe serate estive. Quando il vento si ferma e l’aria resta immobile, il caldo diventa quasi insopportabile. Non è una semplice sensazione: è un’afa che toglie il respiro, che rende difficile persino restare seduti ad ascoltare un concerto, figuriamoci affrontarlo su un palco sotto le luci.

Suonare uno strumento in queste condizioni non equivale a stare seduti tra il pubblico. Un violinista, un clarinettista, un trombettista o un violoncellista devono mantenere concentrazione, precisione e controllo dei movimenti per tutta la durata dell’esecuzione. Il sudore diventa un nemico costante, compromette la presa, rende più difficili i passaggi tecnici e può perfino danneggiare strumenti che valgono migliaia di euro. Legni, corde, tamponi e meccaniche risentono dell’umidità e dell’eccessiva sudorazione, con il rischio di conseguenze anche permanenti. Per questo, prima di criticare, bisognerebbe chiedersi se si conosce davvero cosa significhi esibirsi in quelle condizioni. Chi ha fischiato, probabilmente, non ha mai suonato in un’orchestra durante una serata afosa come quelle che Mazara sa regalare quando il mare è immobile e l’aria non circola. E se lo ha fatto, certamente non era lì, su quel palco, in quel preciso momento.

La scelta dei musicisti non è stata un capriccio, ma un atto di responsabilità nei confronti della propria salute e del patrimonio strumentale che custodiscono. Lo dimostra anche il gesto del fisarmonicista francese Richard Galliano, che ha deciso di esibirsi da solo, offrendo comunque un momento di musica al pubblico. Una scelta personale, rispettabile quanto quella dell’orchestra. Non si deve morire per forza da eroi. E aggiungo: pensiamo anche a chi, tra fonici, montatori di palco, service, ecc. garantiscono sotto il sole e il caldo, la funzionalità delle strutture durante spettacoli e concerti. Perchè in questo caso, la legge regionale sulle ondate di calore, non può applicarsi senza considerare le tempistiche che un evento richiede.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta