Una passerella trasformata in un viaggio tra cinema, creatività e sostenibilità. Sabato scorso, nel suggestivo scenario del Complesso Monumentale San Pietro di Marsala, le studentesse dell’indirizzo Sistema Moda dell’Itet “G. Garibaldi” hanno dato vita a “Ciak… si sfila”, l’evento conclusivo di un percorso che ha unito formazione, passione e talento. L’iniziativa nasce nell’ambito del Piano Estate, al quale l’istituto marsalese ha aderito con l’obiettivo di offrire alle studentesse un’esperienza concreta dell’indirizzo tecnologico dedicato all’intera filiera della moda, dalla progettazione alla produzione, fino agli aspetti legati al marketing.














Un percorso che per l’Itet rappresenta una realtà ormai consolidata: Sistema Moda è infatti giunto al suo quarto anno di attività e continua ad attirare giovani appassionate che, nel tempo, hanno saputo trasformare interesse e creatività in risultati tangibili. Ad assistere alla sfilata sono stati numerosi docenti, familiari e cittadini, insieme alla dirigente scolastica Loana Giacalone. Presente anche la neo assessora comunale Anna Caliò, che ha voluto rivolgere un incoraggiamento alle studentesse: “La moda è un campo in cui l’Italia ha sempre primeggiato e spero che per queste ragazze ci sia un futuro assicurato anche in questo settore. Sono felice che sia un progetto tutto al femminile”. Fondamentale, nel percorso formativo, il contributo della stilista marsalese “Giannaesse” Sicurella, che ha accompagnato le ragazze nella realizzazione dei capi. A guidare il progetto sono state invece le docenti Stefania Pellegrino e Fanny Marino, che hanno illustrato il lavoro svolto: “La passione per il cinema che ci ha accomunato l’abbiamo trasmessa alle nostre ragazze. Moda e Cinema raccontano chi vogliamo essere. La moda rispecchia i sogni del cinema in una seduzione reciproca che trasforma le attrici in icone senza tempo. L’abito diventa una seconda pelle che veste un personaggio e lì lo sguardo diventa storia”.

Da questa idea è nato un percorso di ricerca che ha attraversato oltre 80 anni di storia cinematografica. Le studentesse hanno suddiviso il lavoro in 5 macro aree temporali, dagli anni ’40 ad oggi, creando 10 gruppi di lavoro. Ogni gruppo ha studiato un determinato periodo individuando film iconici e cult. Da qui la fase creativa: ideare e realizzare abiti ispirati a protagonisti del grande schermo, confrontandosi con una sfida precisa, quella di lavorare con materiali già esistenti. Gli abiti, infatti, sono nati dal recupero e dalla trasformazione di altri capi precedentemente utilizzati, smontati e reinventati in nuove creazioni. Un esercizio di stile e sostenibilità che ha permesso alle studentesse di mettere in pratica competenze tecniche e progettuali. Sul palco sono sfilati 21 abiti, ai quali si è aggiunto un 22° modello finale dal forte impatto emotivo, pensato come momento conclusivo del percorso: l’omaggio al regista Ferzan Ozpetek con in sottofondo la colonna sonora di Diamanti, il suo ultimo film. La sfilata è stata accompagnata da una narrazione che ha raccontato il legame tra moda e cinema nel corso dei decenni. Dai primi anni di Hollywood, quando le attrici utilizzavano spesso i propri abiti e ogni produzione disponeva di sarte interne, fino all’affermazione delle costumiste e al cambiamento del concetto stesso di divismo dopo gli anni ’50. Un percorso che ha toccato anche l’arrivo dei grandi stilisti a Cinecittà e il crescente peso della moda nella cultura popolare. Non sono mancati riferimenti a fenomeni che hanno influenzato il modo di vestire e di consumare moda. Tra questi la serie “Sex and the City”, capace tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 di trasformare in tendenza tutto ciò che indossava la protagonista Carrie Bradshaw, e il film “Il diavolo veste Prada“, che ha mostrato il fascino e le contraddizioni del mondo dell’alta moda. Il risultato finale è stato un vero spettacolo di colori, fantasia e originalità. Paillettes, tulle, tessuti reinventati, colonne sonore evocative e scenografie suggestive hanno accompagnato ogni uscita in passerella. Ma soprattutto sono stati gli applausi e i sorrisi delle protagoniste a raccontare il successo dell’iniziativa.