Un vitello vivo di circa tre quintali come primo premio della lotteria organizzata in occasione della Festa del S.S. Crocifisso di Calatafimi Segesta. È l’iniziativa promossa dall’Associazione Ceto Massari e inserita nell’ambito degli eventi organizzati dal Comune di Calatafimi, che ha suscitato indignazione e perplessità tra numerosi cittadini. La manifestazione è prevista per il prossimo 3 maggio, ma già nelle ultime ore la scelta del premio ha acceso un acceso dibattito. A finire sotto accusa è proprio l’idea di mettere in palio un vitello vivo di razza meticcia, trattato di fatto come un bene da assegnare al vincitore della lotteria.
La condanna dell’OIPA
A intervenire con fermezza è stata l’OIPA, Organizzazione Internazionale Protezione Animali, che ha ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini contrari all’iniziativa. L’associazione ha definito la scelta anacronistica e profondamente distante dalla sensibilità attuale in materia di tutela degli animali. Secondo l’OIPA, utilizzare un essere vivente come premio significa normalizzare la mercificazione della vita animale, in contrasto con il principio ormai riconosciuto anche sul piano normativo secondo cui gli animali sono esseri senzienti e non oggetti. Una pratica che, secondo l’associazione, appare ancora più stonata in un evento pubblico e religioso, che dovrebbe invece promuovere valori di rispetto e dignità.
Le parole del presidente dell’OIPA Italia
“È inaccettabile che nel 2026 si organizzino ancora eventi di questo tipo, che veicolano un messaggio diseducativo e irrispettoso per la sensibilità attuale e per tutti coloro che riconoscono il valore di ogni forma di vita. Anche se gli organizzatori sottolineano che il ricavato della lotteria viene impegnato per rendere omaggio al protettore SS. Crocifisso, riteniamo che lo stesso nobile fine si possa ottenere senza utilizzare ed eliminare la vita di una creatura innocente”, ha dichiarato Massimo Comparotto, presidente di OIPA Italia. L’associazione sottolinea inoltre che la gestione e la detenzione di un animale, soprattutto di questa specie, richiedono responsabilità, consapevolezza e precise condizioni di cura, aspetti che non possono essere affidati alla casualità di una lotteria.
La diffida al Comune
Per questo motivo, l’Ufficio Legale dell’OIPA ha inviato una diffida formale al Comune di Calatafimi Segesta e alle autorità competenti, chiedendo di intervenire con urgenza per annullare o modificare l’iniziativa, eliminando qualsiasi premio che preveda l’assegnazione di esseri viventi. L’associazione resta adesso in attesa di una risposta ufficiale da parte dell’amministrazione comunale e si riserva la possibilità di intraprendere ulteriori azioni a tutela dell’animale coinvolto. Una vicenda che riapre il confronto tra tradizione, sensibilità pubblica e rispetto degli animali, in un tempo in cui sempre più persone chiedono manifestazioni coerenti con una cultura della tutela e della civiltà.