Rientrato da poche settimane al Consiglio comunale di Marsala, in seguito alle dimissioni di Nicola Fici, Daniele Nuccio sta riprendendo le fila del lavoro interrotto cinque anni fa, quando si concluse una stagione che lo vide tra i principali protagonisti dell’assemblea civica di Sala delle Lapidi. Sullo sfondo, tuttavia, ci sono anche le elezioni amministrative, in cui il consigliere Nuccio sta contribuendo al completamento della lista di Alleanza Verdi Sinistra, a sostegno della candidatura di Andreana Patti.
Com’è stato questo rientro a Palazzo VII Aprile?
Ho sentito un’emozione particolare nel momento del giuramento. Rientrare nella mischia mi pone in una condizione di attenzione, in particolare alle contraddizioni che stanno emergendo.
Che clima ha trovato?
Un clima teso. Se da un punto di vista amministrativo saranno i cittadini con il proprio voto a valutare la Giunta Grillo, da un punto di vista politico è stata oggettivamente un disastro, come testimoniano i ripetuti rimpasti e l’incapacità di dare continuità agli assessorati. E in Consiglio si trovano tutte le scorie di questo processo.
Questo Consiglio comunale è chiamato a votare il bilancio di previsione e gli atti propedeutici. Avete già cominciato ad esaminare i documenti prodotti dall’amministrazione?
Fin qui poco, abbiamo iniziato la lettura in Commissione Bilancio e nei prossimi giorni cominceremo ad approfondire. Assieme agli altri colleghi dovremo incidere su alcune cose, se ci saranno le condizioni, a partire dal Dup e del Piano Triennale.
Tra il 2015 e il 2020 il consigliere Nuccio ha dedicato molto attenzione al funzionamento dei servizi sociali comunali. Ha avuto modo di riprendere i contatti con quel mondo?
Quella fu una stagione in cui promisi a me stesso di fare chiarezza su storture e incrostazioni. Credo che quell’opera sia stata utile, perchè almeno da un punto di vista organizzativo è cambiato abbastanza nella pubblica amministrazione. Dal punto di vista dei privati non so se lo strapotere che c’era prima è addirittura aumentato, tendo a pensare di sì. Però il messaggio che volevamo dare allora era che se l’organo consiliare fa valere la propria funzione di vigilanza e controllo certe distorsioni possono essere compresse, se chiudiamo gli occhi è evidente che possono germogliare incrostazioni varie. Le problematiche che emergono da questo scenario ricadono soprattutto sugli ultimi. Il nostro impegno deve essere concentrato proprio sulla riduzione delle diseguaglianze, per cui occorre che le risorse siano bene impiegate e diano effettivi benefici a chi ha meno.
Altro tema affrontato in passato e ripreso anche in questi giorni è quello dei rapporti tra mafia e politica. Tra il 2015 e il 2020 Messina Denaro era ancora latitante, nel 2023 è arrivato l’arresto e poi il decesso del boss. Tuttavia i tentativi di infiltrazione delle organizzazioni criminali negli uffici pubblici permangono. Come dovrebbe agire la prossima amministrazione per fare da argine in tal senso?
Chi pensa che con l’arresto di Messina Denaro sia finito tutto è assolutamente fuori strada. Nella mia prima esperienza da consigliere ero solito portare in Consiglio comunale le risultanze della Commissione Antimafia, diffuse attraverso le relazioni semestrali. Con il segretario Bernardo Triolo ci confrontavamo spesso sulla legge 190 del 2012, che non può essere solo un Piano Anticorruzione da aggiornare periodicamente. Sul piano politico io sono cresciuto con i miti di Peppino Impastato, Mauro Rostagno. Se queste figure non tornano al centro del dibattito pubblico, sarà più difficile far capire alle nuove generazioni che il sentiero tracciato è quello. Tra il 2015 e il 2020 c’è stata una grande inchiesta giudiziaria che ha portato all’arresto dell’ex deputato regionale Paolo Ruggirello, che a quel tempo nel centrosinistra dominava, tanto da avere il sostegno a Marsala di 20 consiglieri comunali su 30. Più recentemente c’è stata un’altra inchiesta sull’ex senatore Nino Papania. Evidentemente, non è un problema di parte, ma è questione di qualità del consenso. Se eleggeremo persone che hanno una certa visione, sarà più semplice arginare certe distorsioni. Se un’amministrazione vuole portare un modello di sviluppo condiviso con l’associazionismo o le migliori realtà è un discorso, se tutto diventa pacchetti di voti o figure da riciclare è un discorso diverso. Se, come sta avvenendo, si vuole andare al di à degli steccati tradizionali delle alleanze è un aspetto. Ma se ci dicono che può arrivare un esponente politico in odor di mafia e ci porta quattro liste possiamo scegliere: si può vincere così, ma si può anche vincere in un altro modo. Io preferisco vincere in un altro modo.
Europa Verde è la formazione politica a cui ha aderito Daniele Nuccio. Propone un paradigma nuovo per la visione marsalese, cosa potrebbe concretamente portare in Consiglio comunale qualora dovesse effettivamente eleggere qualcuno dei propri candidati con la lista Avs?
Io sono molto fiducioso sul fatto che la lista sarà una rivelazione. Ci sono figure che rappresentano competenze diverse e che fanno della diversità la propria forza. Naturalmente al centro c’è la questione ambientale che ha un’importanza particolare, ma se diciamo no alla cementificazione non significa che vogliamo bloccare l’edilizia in città. Vale pure per lo Stagnone, che va regolamentato, ce lo chiedono anche gli operatori. Non può continuare ad essere gestito come ha fatto l’ex Provincia, un ente che da 15 anni non ha il personale adeguato per occuparsene. Il nostro faro, tuttavia, resta quello di accorciare le distanze tra chi ha meno e chi ha di più. Non è possibile che ogni cinque anni ci ritroviamo a parlare di periferie. E’ chiaro che si tratta di un refrain che si ripete. Chi ha governato dovrebbe dire cosa ha fatto, più che cosa farà.
Nella lista di Avs ci sarà il nome di Daniele Nuccio?
Forse sì, forse no. Ho detto che non mi sarei candidato, lavorando alla costituzione di questo contenitore. Al contempo, mi rendo conto che bisogna fare i conti con la realtà. Sono convinto che nei prossimi giorni chiuderemo la lista e supereremo il quorum del 5%. Tuttavia, se dovesse esserci qualche dubbio, potrei anche dire di sì. Me lo stanno chiedendo in tanti. In ogni caso mi piace dare un contributo al processo di cambiamento che Andreana Patti sta incarnando, oltre che l’idea di poter mandare a casa personaggi che hanno attraversato gli ultimi 40 anni della politica marsalese, e che continuano a proporre soluzioni a problemi che, evidentemente, hanno contribuito a determinare. Ci sono le condizioni per vincere al primo turno e avviare un percorso nuovo che accompagni veramente le nuove generazioni verso il governo della città e verso la pianificazione dei prossimi anni. Sono convinto che siamo davanti a uno spartiacque e sarà bello partecipare.