Al tornio e a mano: la ceramica contemporanea arriva al Museo Pepoli di Trapani

redazione

Al tornio e a mano: la ceramica contemporanea arriva al Museo Pepoli di Trapani

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martedì 24 Marzo 2026 - 15:03

Mercoledì 25 marzo, alle ore 17, sarà inaugurata presso il Museo Regionale “Agostino Pepoli” di Trapani la mostra “Al tornio e a mano, forme della ceramica contemporanea tra Burgio e Sciacca”, curata da Vito Ferrantelli, Sergio Intorre, Maria Reginella, Tony Russo, Francesco Volpe, Anna Maria Parrinello, Daniela Scandariato e Cesare Tinì. L’esposizione, che nei mesi scorsi ha riscosso notevole successo di pubblico presso il complesso monumentale “Tommaso Fazello” di Sciacca, è organizzata dall’Associazione Culturale Pro Muceb – Museo della Ceramica di Burgio, in collaborazione con il Comune di Sciacca e il Museo Regionale “Agostino Pepoli”, con il patrocinio del Dipartimento Culture e Società e dell’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia “Maria Accascina” dell’Università degli Studi di Palermo, di Sciaccarte, del Museo dei Cinque Sensi e del Liceo Artistico “G. Bonachia” di Sciacca.

Nelle sale del museo trapanese saranno esposte circa cinquanta opere di artisti e ceramisti di Burgio e Sciacca, due città della provincia di Agrigento che vantano un’antica e rinomata tradizione artigianale. Entrambe sono riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico come Comuni di affermata tradizione ceramica e fanno parte dell’Associazione Italiana delle Città della Ceramica (AiCC) con sede a Faenza. La ceramica contemporanea di Burgio e Sciacca rappresenta un’evoluzione significativa dell’antica tradizione figulina siciliana, capace di coniugare tecniche tradizionali e nuove tendenze. Gli artisti esposti reinterpretano i caratteri storici della ceramica in chiave moderna, offrendo un contributo originale alla ricerca artistica e alla sperimentazione. L’obiettivo della mostra è dimostrare come la ceramica rimanga un terreno fertile per la riflessione culturale, artistica ed economica.

La scelta del Museo Pepoli come sede espositiva non è casuale: la struttura ospita una ricca collezione di ceramiche policrome siciliane, comprese produzioni di Burgio e Sciacca tra il Cinquecento e il Settecento. Nelle eleganti vetrine a “uccelliere”, progettate negli anni Sessanta da Franco Minissi, gli albarelli, i cilindroni e le bocce dai vivaci colori dialogheranno con le creazioni contemporanee, offrendo un serrato confronto tra tradizione e modernità. Un’interessante contaminazione interesserà anche la sezione archeologica del museo, dove le opere moderne interagiranno con ceramiche preistoriche, corinzie, attiche e le originali tanagrine danzanti di età ellenistica, creando un ponte tra passato e presente. La mostra resterà aperta fino al 26 aprile 2026 e sarà visitabile nei giorni feriali dalle 9 alle 18 e nei festivi dalle 9 alle 13.

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