Continuano con l’artista internazionale Jonida Xherri, i progetti di residenza di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, all’insegna dell’incontro tra artisti, giovani e comunità.
Nata a Durazzo e residente in Italia, Jonida Xherri è nota per la sua pratica artistica all’incrocio tra arte partecipativa e performance, con opere e interventi pubblici dedicati ai temi dell’integrazione, delle migrazioni e del dialogo tra culture. Su questa scia durante la residenza a cura di Enzo Fiammetta, direttore del Museo delle Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi, l’artista lavorerà in risonanza con le associazioni del territorio di Gibellina e di tutto il Belìce, e con i giovani migranti ospiti del centro di accoglienza di Campobello di Mazara per la realizzazione di un nuovo sipario da destinare all’Auditorium del MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Gibellina. Pensato come un dispositivo simbolico e visivo, questa nuova opera collettiva racconterà l’incontro tra comunità e identità diverse, mettendo in evidenza il ruolo dell’arte come soglia: uno spazio di attraversamento, relazione e costruzione condivisa di significati. Il sipario verrà infatti ricamato collettivamente anche attraverso una serie di sessioni di incontro aperte al pubblico, momenti di condivisione e collaborazione in cui cittadini, associazioni e partecipanti potranno contribuire direttamente alla creazione dell’opera.
A cominciare dal primo appuntamento di domenica 8 marzo, a Gibellina in Piazza 15 Gennaio 1968, dalle ore 16 alle 18 – in caso di condizioni meteorologiche avverse, l’incontro si terrà al chiuso- con la presenza della FIDAPA BPW Italy (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari).
Nuovi appuntamenti sono previsti a Salemi, con FIDAPA SALEMI (12 marzo, Piazza Alicia, dalle 11 alle 13 e 13 marzo, Chiosco Sant’Agostino, dalle 11 alle 13) e nuovamente a Gibellina il 14 marzo alla Fondazione Orestiadi.
La residenza di Jonida Xherri si inserisce nel percorso di Gibellina come laboratorio aperto di arte contemporanea, in cui la produzione artistica diventa occasione di partecipazione civica, incontro tra generazioni e costruzione di nuove narrazioni collettive. L’opera finale, frutto di questo processo condiviso, entrerà a far parte degli spazi del MAC, diventando testimonianza tangibile di un’esperienza artistica e sociale che mette al centro la comunità.