Veti e silenzi in politica. Antonella Milazzo: “basta tattiche, la città merita di più”

redazione

Veti e silenzi in politica. Antonella Milazzo: “basta tattiche, la città merita di più”

Condividi su:

sabato 14 Febbraio 2026 - 15:01

In un momento cruciale per le elezioni amministrative a Marsala, il centrodestra si trova immerso in un caos di veti incrociati e trattative opache, lasciando la città senza una visione chiara. Questa lettera aperta di Antonella Milazzo (ex Deputato all’ARS e dirigente del PD) denuncia con passione come le divisioni interne stiano erodendo la credibilità politica, alimentando la sfiducia dei cittadini e ignorando le vere urgenze quotidiane. Un j’accuse che chiama alla responsabilità. Ecco la lettera:

A Marsala il centrodestra si è sfaldato come argilla secca sotto il sole di scirocco. Doveva essere il tempo delle scelte, della responsabilità, della visione. È diventato il tempo dei veti incrociati, dei nomi bruciati, delle trattative sussurrate nei corridoi. Un candidato annunciato, poi smentito. Un altro fatto filtrare, poi ritirato. E intanto, da quella parte del campo, regna l’incertezza. Non una parola chiara. Una parola semplice, netta, che sapesse di coraggio. Solo tattiche, calcoli, equilibri interni. Giochi di forza che non hanno nulla a che vedere con le strade dissestate, con i giovani che partono con la valigia piena di sogni e rabbia, con i commercianti che alzano la saracinesca ogni mattina stringendo i denti. Quando la politica smette di parlare alla gente, finisce per parlare soltanto a se stessa. Si chiude nei tavoli, nei summit, nei retroscena. Discute di incastri, di pesi, di correnti. E intanto perde credibilità. Nel centrodestra marsalese oggi si respira questa aria pesante: la sensazione che le scelte non nascano da un confronto vero, ma da una conta interna; che le candidature non siano il frutto di una visione, ma il risultato di una mediazione al ribasso.Ma c’è una lezione che deve valere per tutti. Le liti, le divisioni, le guerre intestine non restano mai confinate dentro le segreterie di partito. Generano sempre disaffezione. Allontanano. Alimentano quella sfiducia che scava solchi profondi tra cittadini e istituzioni. Accade anche altrove, in altri partiti, quando personalismi e correnti hanno prevalso sul progetto comune. Accade oggi qui. E accadrà ogni volta che la politica sceglierà di consumarsi nelle proprie fratture invece di compattarsi attorno a un’idea credibile di città. Così si bruciano nomi. Così si consumano reputazioni. Così si allarga quella ferita silenziosa che è la distanza tra cittadini e istituzioni. Perché mentre qualcuno litiga, la città guarda, valuta, comprende. E ne trarrà le sue conclusioni. Marsala merita molto di più. Merita una politica che rischi davvero, che scelga davvero, che metta sul tavolo un’idea alta e concreta di città. Merita candidati che non siano pedine mosse per garantire equilibri fragili, ma interpreti credibili di un progetto forte. Merita confronto, contenuti, visione. Merita passione. La politica è questo: è passione, è conflitto alto, è responsabilità che pesa sulle spalle ma non piega la schiena. Quando diventa soltanto tattica, implode. E quando implode, non si sbriciola solo una coalizione: si incrina la fiducia, si logora la credibilità, si indebolisce un’intera proposta politica. Come finirà questo teatrino? Sarà una farsa stanca o una tragedia annunciata? Prevarrà il dogma di un’unità proclamata ma non sentita? Le sigle del centrodestra si riallineeranno all’ultimo minuto, magari rifugiandosi nell’“usato sicuro”, nell’ennesima capriola buona a salvare le apparenze più che a costruire il domani? Questo oggi appare lo scenario più probabile: la scelta dell’uscente per mancanza di alternative. Forse sì. Ma ogni scelta dettata dalla paura e non dalla convinzione lascia un segno. Ogni mediazione al ribasso pesa. Ogni ritardo accumulato racconta un’idea di politica che guarda più agli equilibri interni che al futuro della città. E quando le scelte non sono guidate da una visione, le sigle restano gusci: svuotate di slancio, impoverite di contenuti, incapaci di rappresentare davvero energie e competenze, abbandonate da chi crede che l’alternativa c’è ed è credibile. I cittadini non chiedono miracoli. Chiedono serietà. Chiedono coerenza. Chiedono una politica che non tremi davanti alle decisioni e che sappia assumersi fino in fondo il peso delle proprie scelte. Perché Marsala non è un palcoscenico su cui consumare equilibri di partito. È una comunità viva, orgogliosa, esigente. E merita rispetto.

Antonella Milazzo – Ex Deputato ARS

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta