Ci sono persone che, anche dopo la loro scomparsa, continuano a parlare attraverso ciò che hanno lasciato. Non solo libri, studi, incarichi prestigiosi, ma tracce vive: relazioni, idee condivise, semi piantati nel tempo. Maria Rita Parsi, psicoterapeuta di fama internazionale, per Mazara del Vallo è stata questo e altro. E oggi, a pochi giorni dal suo addio, il ricordo che emerge non è quello di una figura distante, ma di una presenza profondamente umana. A raccontarcelo è la dottoressa Maria Lisma, responsabile della Neuropsichiatria Infantile del Distretto di Mazara del Vallo, che parla della Parsi con la voce di chi non rievoca un “personaggio”, ma una compagna di strada. “Oggi parliamo al passato di Maria Rita Parsi con una certa malinconia”, dice. Il primo incontro risale ai primi anni Duemila, grazie all’Associazione Maria Santissima del Paradiso e a Carmela Nazareno. Da lì, un percorso lungo più di vent’anni, fatto di progetti, confronti e visioni condivise. Uno di quei segni è ancora lì, visibile, nel cuore della città.
“Nel vicolo del Pensiero Bambino ci sono scritti i pensieri bambini – ricorda Lisma – Sarebbe bello che quei ragazzi tornassero oggi a rileggerli, perché sono il segno di ciò che abbiamo seminato insieme a lei”. Parole semplici, ma cariche di senso. Come spesso accade quando si ascolta davvero l’infanzia. Nel tempo le collaborazioni non si sono fermate. L’ultima, solo pochi mesi fa, nell’ambito di un progetto sull’affettività che ha coinvolto bambini e ragazzi della scuola Boscarino Castiglione, promosso dalla Fidapa e dal Dipartimento di Salute Mentale. “Chiudere quel progetto con il suo intervento, anche se da remoto, è stato come chiudere un cerchio”, racconta Lisma. “Ci siamo sentiti ancora una volta sintonizzati su un pensiero che ha segnato profondamente il nostro modo di lavorare”. Un pensiero chiaro, radicale nella sua semplicità: il bambino al centro. “Non come consumatore, non come destinatario di giochi o tecnologia, ma come protagonista della propria vita e delle proprie relazioni”.
Un’idea che oggi sembra scontata, ma che per anni è stata controcorrente. Il ricordo diventa poi più intimo. “Insieme abbiamo scritto, ci siamo confrontate, abbiamo pubblicato Lo sguardo dei bambini”, dice Lisma. Nonostante il ruolo internazionale della Parsi – membro dell’ONU, figura di riferimento a livello mondiale – non c’era distanza. “Avrebbe potuto permetterselo, invece è sempre stata una persona, una compagna di viaggio”. C’è un’immagine che più di tutte restituisce il senso di quel lavoro comune: la costellazione. “Le costellazioni non esistono davvero, siamo noi a unire i punti”, spiega Lisma. “Così dovrebbe essere il percorso di cura di ogni bambino: famiglia, scuola, pediatra, sport, neuropsichiatria infantile. Una rete capace di accoglierlo”. È in questa visione che Maria Rita Parsi continua a vivere. “I bisogni e i diritti dei bambini devono venire prima di quelli degli adulti”, sosteneva con forza. Una direzione chiara, che oggi resta come eredità. Mazara del Vallo la saluta così: non solo come cittadina onoraria, ma come una donna che ha insegnato a guardare i bambini non dall’alto, ma alla loro altezza. E a farlo con rispetto, responsabilità e umanità.