Alcamo Marina, ricordato il 48° anniversario della Strage

redazione

Alcamo Marina, ricordato il 48° anniversario della Strage

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sabato 27 Gennaio 2024 - 16:39

L’Arma dei Carabinieri di Trapani ha commemorato la scomparsa dell’Appuntato Salvatore Falcetta e del Carabiniere Carmine Apuzzo, barbaramente uccisi il 27 gennaio del 1976 in quella che viene ricordata come la Strage di Alcamo Marina. In mattinata, il cappellano militare don Salvatore Falzone ha celebrato a una Santa Messa presso la Chiesa Maria SS della Stella.

Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio di 48 anni fa, il diciannovenne Apuzzo, di origini campane e il trentacinquenne Falcetta di Castelvetrano, furono sorpresi nel sonno da malviventi che si introdussero nello stabile della casermetta “Alkamar” dopo aver forzato la porta mediante l’utilizzo di una fiamma ossidrica.

La tragica scoperta avvenne l’indomani mattina, all’alba, quando gli uomini della scorta dell’allora segretario del MSI Giorgio Almirante, nel transitare lungo la strada statale che costeggia la località turistica, notarono la porta della caserma completamente divelta e una volta introdottisi all’interno dei locali rinvennero i corpi dei due Carabinieri senza vita.

Al termine della celebrazione eucaristica, alla presenza delle Autorità militari, civili, dei familiari dei caduti e dei rappresenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Alcamo, è stata deposta una corona di alloro presso la stele commemorativa dell’eccidio.

Dal 2016, il lungomare di Alcamo Marina è intitolato ai due giovani Carabinieri vittime della Strage.

Purtroppo, com’è noto, la Strage è rimasta senza colpevoli ed è nota anche per il clamoroso errore giudiziario che portò all’arresto e alla successiva condanna di quattro giovani (Giuseppe Gulotta, Giovanni Mandalà, Gaetano Santangelo e Vincenzo Ferrantelli). In seguito alle rivelazione di un brigadiere dei carabinieri, Renato Olino, si arrivò alla revisione del processo che portò, nel 2012, all’assoluzione dei quattro soggetti uno dei quali (Mandalà) era deceduto a causa di un tumore, mentre Santangelo e Ferrantelli si erano dati alla latitanza.

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