Covid in Italia, il Governo Meloni punta su discontinuità. I medici: “Non si abbassi la guardia”

redazione

Covid in Italia, il Governo Meloni punta su discontinuità. I medici: “Non si abbassi la guardia”

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domenica 30 Ottobre 2022 - 08:13

Covid in Italia: buone nuove. Come evidenziato nel suo discorso di insediamento alla Camera, la presidente Giorgia Meloni intende dare chiari segnali di discontinuità rispetto alla gestione del Covid in Italia. Al di là dell’annuncio di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia, il nuovo esecutivo sta ragionando anche su novità a breve termine.

All’esame del Consiglio dei Ministri lunedì ci sarà l’anticipo al 1° novembre 2022 della scadenza dell’obbligo vaccinale per chi esercita la professione sanitaria e la conseguente abrogazione delle sanzioni per l’inosservanza dell’obbligo. E’ quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

“L’obiettivo- è il ragionamento – è dare seguito all’indicazione tracciata dal Presidente Meloni nelle sue dichiarazioni programmatiche rese in Parlamento e segnare così un primo atto di discontinuità, rispetto ai precedenti Esecutivi, nella gestione della pandemia da Covid-19”.

Nel decreto Aiuti sarà inserita una norma per cancellare le multe ai non vaccinati over 50 che non hanno proceduto all’immunizzazione entro il 15 giugno, mentre è stato disposto che il bollettino dei casi verrà diffuso settimanalmente (e non più quotidianamente) dal Ministero della Salute.

Come noto, potrebbero non essere prorogate le norme in scadenza anche sull’obbligo di usare la mascherina presso gli ospedali e le Rsa, anche questo in scadenza il 1° novembre.

Su quest’aspetto, però, si registrano le perplessità dei lavoratori del settore sanitario, come evidenzia il segretario nazionale di Anaao Assomed, Pierino Di Silverio.

“L’epidemia da Covid-19 non è finita, anche se al momento la pressione ospedaliera è sotto controllo. Per questo, abbassare la guardia, ipotizzando di abolire l’obbligo delle mascherine negli ospedali, sarebbe un rischio che non possiamo correre anche perché proprio negli ospedali ci sono i soggetti più fragili e più a rischio – afferma Di Silverio -. Non vorremmo rischiare di tornare potenziali untori seppur inconsapevoli. La vera emergenza piuttosto è la campagna vaccinale che occorre sia incrementata e sulla quale occorre spingere per evitare di rivivere momenti drammatici che ci hanno segnato profondamente e dei quali viviamo un amaro e doloroso ricordo. Almeno noi che operiamo sul campo”.

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