Marsala, l’assessore Oreste Alagna replica al presidente dell’Associazione Strutture Turistiche

redazione

Marsala, l’assessore Oreste Alagna replica al presidente dell’Associazione Strutture Turistiche

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giovedì 18 Agosto 2022 - 17:01

In riferimento alla lettera dalla nostra testata pubblicata, del presidente dell’Associazione Strutture Turistiche di Marsala, riceviamo e pubblichiamo la replica dell’assessore al Turimo del comune Oreste Alagna.

“Gentile direttore,

premesso che la cifra dell’attuale amministrazione, di cui mi pregio di far parte, è quella di essere sempre aperta all’ascolto e al dialogo rispetto a qualunque realtà, per quanto piccola e limitata in rappresentatività, ritengo opportuno rispondere alle affermazioni rese al quotidiano che Lei dirige dall’ing. Gaspare Giacalone, nella sua veste di presidente dell’A.S.T. di Marsala.

E’ vero sì, Marsala è una città in cui si fa turismo relativamente da poco e ne è testimone la ridotta presenza di servizi specializzati, come ne sono testimoni alcuni atteggiamenti ancora radicati in una certa, devo dire limitata, parte della società cittadina, che ancora non comprende l’importanza della presenza di turisti in città e l’opportunità legata al loro ritorno nel futuro. A differenza di qualche tempo fa in cui era necessario trovare soluzione per attrarre i turisti, quest’anno è sorta l’esigenza di concentrarsi anche su come gestire le numerose presenze; con un’attenzione a contenere la cattiva abitudine di alcuni operatori che mirano a massimizzare i guadagni nell’immediato, creando un danno d’immagine alla città.

Pertanto, convocheremo dei tavoli tematici per invitare le diverse categorie coinvolte ad autoregolamentarsi, contro eventuali speculazioni. Sono iniziative che non possono essere né imposte e neppure stabilite dall’alto, ma che vanno concertate a livello di associazioni di categoria. Riguardo alle altre dichiarazioni dell’ing. Giacalone, rispondo che ci vogliono anni per preparare una città al turismo, chi pensa diversamente fa solo utopia. E’ facile approssimare statistiche ipotizzando tutto quello che si potrebbe fare in un mondo ideale, senza forse la reale consapevolezza di quanto lavoro ci voglia per ciascuna delle cose che si elencano; per non parlare poi del pluriabusato termine “programmazione” che spunta in ogni frase e che mostra una certa superficialità nel comprendere la differenza tra il dire e il fare.

Su alcuni punti, mi trovo poi totalmente in disaccordo con il presidente dell’A.S.T:, quando ad esempio chiede di sapere sin da ora se il prossimo anno ci sarà il cinema in piazza, per poter fare pianificazione turistica. Per me tale attività non rientra tra quelle di richiamo turistico e pertanto non la considero strategica. Invece, sono concorde nel considerare alcune manifestazioni annuali importanti per la programmazione, soprattutto in bassa stagione. Ed è per questo che, superata la fase più preoccupante della crisi pandemica, abbiamo immediatamente comunicato ai media e agli operatori del comparto turistico il palinsesto degli eventi culturali, sportivi ed enogastronomici annuali promossi dall’amministrazione comunale; manifestazioni che hanno avuto il sold out sin dai primi appuntamenti stagionali. Vorrei solo ricordare al presidente quanto si è verificato durante la direzione artistica di Moni Ovadia scelto dalla precedente amministrazione per “la programmazione di stagioni teatrali ed eventi culturali”, con lo scopo di far svoltare la cultura in città…

A tal proposito, mi chiedo quali iniziative di rilievo, fondamentali per sostenere la crescita del settore turistico, siano state realizzate grazie al contributo dell’ing. Giacalone quale componente del C.D.A. del GAL Elimos nello scorso quinquennio. Non mi sembra che lodevoli proposte come quelle che ho letto adesso siano state portate avanti in quel periodo; anzi non mi pare di ricordare alcuna iniziativa degna di nota né alcun genere di programmazione degna di un comune “virtuoso”. Ciò che invece ricordo è, ad esempio l’imbarazzo nel dover gestire un grosso debito lasciato da quell’amministrazione, nei confronti del Distretto Turistico.

Tra le attività di cui ci siamo fatti carico, c’è stata infatti anche quella di ripristinare i rapporti con tale ente e con i comuni associati; in un’ottica di sinergia tra territori vicini; oltre a dover costruire di sana pianta un rapporto con le categorie di settore locali che a lungo non hanno trovato alcun riferimento, nell’amministrazione in cui l’ingegnere Giacalone ha ricoperto ruoli, presumibilmente in virtù della sua appartenenza politica. La ringrazio per lo spazio concessomi, porgendo alla sua redazione a ai suoi gentili lettori i miei più cordiali saluti”.

Oreste Alagna

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Un commento

  1. Buongiorno,
    Scrivo da turista che dal 1994 frequenta la Sicilia almeno una volta l’anno spostandosi da Firenze.
    E il terzo anno che frequento questa parte di Sicilia che ho trovato bellissima e ricca di storia.
    Non entro nelle questioni politiche, associative perché ovviamente non posso dire niente voglio però esprimere alcuni concetti principalmente emergenti dalla lettera del presidente.
    La prima domanda che il territorio e l’associazioni dovrebbero porsi è se il turismo è considerato o considerabile come una risorsa. In caso negativo niente da aggiungere in caso positivo iniziare a lavorare per ottenere valore aggiunto da questa risorsa. richiede tempo ma fortunatamente in Italia possono essere presenti già modelli che potrebbero accorciare i tempi.
    Partire anche da un punto di vista culturale diverso non considerando noi turisti personaggi da spennare sarebbe già un buon punto di partenza!
    Altra questione sono i rifiuti (una situazione a mio avviso vergognosa) il traffico, i parcheggi in doppia fila, etc.
    Qui si tratta di rispetto e civiltà. Prima ancora che di turismo! Princìpi validi sempre per cui non sono abbandonano rifiuti ovunque fino a creare discariche a cielo aperto, si rispettano le regole del codice della strada, etc.
    Nel caso dei rifiuti, come possono i cittadini accettare e purtroppo contribuire a tutto questo?
    È una domanda che sinceramente dopo tutti questi anni non ha ancora trovato una risposta nse non nel fatto che il tanto amore per la propria terra che il popolo siciliano racconta è in realtà molto scarso.
    A mio parere le opportunità che ci sono in Sicilia sono enormi e nel momento che la coscienza civile, le istituzioni, le associazioni intenderanno iniziare a sfruttarle seriamente basterà pochissimo per avviare il processo che non potrà che portare ad avere benefici a livello internazionale.
    Ringrazio e invio cordiali saluti
    Lorenzo

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