I Carabinieri di Palermo restituiscono una bolla papale al Santuario dell’Annunziata di Trapani

redazione

I Carabinieri di Palermo restituiscono una bolla papale al Santuario dell’Annunziata di Trapani

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domenica 26 Settembre 2021 - 13:14

Questo pomeriggio alle ore 17, presso la Basilica Santuario dell’Annunziata di Trapani, i Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Palermo restituiranno un’importante bolla papale in pergamena, relativa a una “Richiesta d’indulgenza” recante un breve pontificio del 1304 concesso a Perugia da Papa Benedetto XI alla Chiesa del Carmine di Messina (oggi Santuario della Madonna del Carmelo), con cui veniva autorizzato il trasferimento dal convento precedente (nei pressi dell’attuale Duomo di Messina) alla Chiesa di San Cataldo. L’evento fu riportato anche in “Iconologia della gloriosa Vergine Madre di Dio Maria protettrice di Messina” di Placido Samperi (1590-1654), a conferma dell’importanza del documento.

L’attività di recupero, le cui indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo, ha avuto origine da una richiesta di collaborazione da parte della Soprintendenza Archivistica della Sicilia – Archivio di Stato di Palermo, per la presenza nel catalogo di una casa d’aste siciliana della pergamena, proveniente dall’Archivio del convento Carmelitano di Messina e probabilmente ‘dispersa’ durante il terremoto del 1908, che distrusse la chiesa e il convento dei carmelitani.

L’operazione è frutto della cooperazione tra il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, l’Arma territoriale, le diocesi e la Soprintendenza Archivistica della Sicilia – Archivio di Stato di Palermo, organismo statale periferico di tutela in ambito archivistico del Ministero della Cultura, che ha condotto le analisi storico-documentarie relative alla provenienza del prezioso documento.

Dalle indagini sono emerse responsabilità nei confronti del mandatario a vendere, denunciato per ricettazione.

La collaborazione sinergica tra le istituzioni preposte al controllo, la vigilanza e la tutela dei beni culturali ha permesso, ancora una volta, la restituzione alla collettività di quelle opere che ne costituiscono l’identità locale.

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