Ancora un sabato di sangue a Marsala. Pestato un giovane africano in pieno centro

redazione

Ancora un sabato di sangue a Marsala. Pestato un giovane africano in pieno centro

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lunedì 10 Agosto 2020 - 10:14
Ancora un sabato di sangue a Marsala. Pestato un giovane africano in pieno centro

Ancora una notte di violenza e terrore a Marsala. Non passa week end, purtroppo, in cui non si venga a sapere di risse e pestaggi intorno alla movida marsalese. Mentre la stragrande maggioranza dei giovani lilybetani frequenta i locali del centro nel rispetto delle regole (non sempre delle misure anti-Covid, va detto) permangono piccole sacche di inciviltà che improvvisamente si manifestano, lasciando tanta amarezza tra chi ha la sfortuna di esserne testimone.

Sabato sera, intorno alle 4, la centralissima via Sibilla è stata teatro di un episodio di truce violenza che ha lasciato sbigottiti i passanti. Per terra, in una pozza di sangue, giaceva un giovane di origine africana, sovrastato da un ragazzo che continuava a prenderlo a pugni, nonostante non incontrasse alcuna resistenza. Attorno a loro, un gruppo di altri giovani marsalesi, che formava una sorta di cordone che impediva ai passanti più coraggiosi di intervenire a interrompere il pestaggio. “Così imparano a rispettare gli italiani”, ha affermato a voce alta uno di loro, lasciando pensare anche all’aggravante dell’aggressione razziale. Pare che anche un vigile urbano in borghese si sia avvicinato per capire cosa stava succedendo, ma il branco ha fatto in modo di allontanare anche lui. Poco prima, un altro giovane di colore era stato visto a bordo di un ciclomotore con il volto rigato di sangue mentre attraversava via Vespri e altri due malconci sotto l’arco di Porta Garibaldi.

Non abbiamo notizie su eventuali antefatti, sull’epilogo della triste vicenda, ma le testimonianze che abbiamo raccolto disegnano un quadro che, seppur dolorosamente, la nostra testata si è sentita in dovere di raccontare, lasciando poi alle forze dell’ordine e agli enti preposti il compito di indagare sull’accaduto.

A detta di tanti, comunque, la sensazione è che ci siano almeno un paio di gruppi che aspettano il fine settimana per vivere esperienza ad alto tasso di adrenalina, corroborati da qualche bicchiere in più (e magari dall’utilizzo di sostanze stupefacenti) per superare le residue prudenze e tornare a casa con una nuova impresa da raccontare. Non è ben chiaro se la componente dell’odio razziale sia prevalente o accessoria, ma anche questo aspetto andrebbe seriamente monitorato per chiarire una volta per tutte cosa succede nelle notti marsalesi.

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