Aldo Rodriquez: un giorno ci ricorderemo dell’Europa e dei suoi limiti

Tiziana Sferruggia

Aldo Rodriquez: un giorno ci ricorderemo dell’Europa e dei suoi limiti

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venerdì 27 Marzo 2020 - 10:37
Aldo Rodriquez: un giorno ci ricorderemo dell’Europa e dei suoi limiti

Aldo Rodriquez, portavoce del M5S al consiglio comunale di Marsala, nonchè candidato sindaco alle prossime ( anche se rinviatissime al momento) amministrative, non ha dubbi sul buon lavoro fin qui svolto da questo governo sebbene la crisi scaturita dall’emergenza COVID19 stia mettendo a dura prova ogni scelta fatta. Dall’OMS, al decreto #CuraItalia, dai limiti dell’Europa al Patto Schengen, Rodriquez delinea un suo percorso per uscire dal loop.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha detto che l’Italia è un modello per l’Europa e per il Mondo. Lei è un esponente politico dei Cinquestelle che in questo momento è al Governo e protagonista nella gestione dell’emergenza COVID19. Lei cosa ne pensa?

L’Italia si è mossa molto rapidamente nella risposta data in tutte le fasi della diffusione del coronavirus fin da quando i casi erano solo pochi e giustamente l’OMS “plaude al lavoro fatto” e lo definisce “un momento senza precedenti” sottolineando quindi l’importanza che i paesi lavorino insieme, “imparino gli uni dagli altri e armonizzino gli sforzi”. Nella riposta alla pandemia la solidarietà è necessaria e sono raccomandate unità e sinergia. Quello che stiamo imparando servirà all’Europa e al mondo. Dobbiamo lavorare mano nella mano, imparando ogni giorno, in ogni settore. Dunque il lavoro fatto dal governo è buono.

Eppure c’è che critica Giuseppe Conte

Leggo lamentele al Governo Conte per le misure del Decreto #CuraItalia. Il compito di un politico è di raccontare la verità ai cittadini. Questo decreto economico è un inizio, ogni economista sa che i conti si fanno alla fine. Però resta la verità assoluta che è impossibile trovare le risorse economiche per accontentare tutti, neanche se stampassimo moneta. Tutti vorrebbero sempre di più per loro stessi.

Lo Stato incasserà meno tasse. Il debito pubblico aumenterà ancora. Quale futuro?

Ovvio che data la crisi, i soldi che lo Stato incasserà di tasse saranno minori delle attese. Si stanno già spendendo i soldi delle riserve, ma sono pochi. Abbiamo già votato in Parlamento per fare nuovo debito pubblico. Ma bisogna capire chi ci dà questi soldi e oltre certe cifre nelle aste di bot, btp ed altri titoli di debito non riusciamo a vendere.

Possiamo permetterci un ulteriore deficit?

Per fare deficit devi trovare qualcuno che ti dia quelle somme o avere la capacità economica per stampare moneta. Sul fronte aiuti UE credo che stiamo facendo un ottimo lavoro: Van Der Leyen ha sposato le nostre posizioni, il Mes è stato bloccato, Lagarde ha ritrattato e corretto le frasi pronunciate ed ora la BCE non solo ci sta concretamente sostenendo (da qualche giorno tramite la nostra Bankitalia sta comprando titoli del nostro debito), ma si sta anche studiando di mettere sul piatto un quantitative easing da 750 miliardi di euro. Resta un dato di fondo. I soldi dello Stato o dell’UE sono i nostri soldi, quelli del valore della nostra economia, non sono risorse che piovono dal cielo. Questa crisi riguarda tutti. Non è un terremoto capitato in una regione, per cui si chiede uno sforzo allo Stato e alle altre regioni per aiutare quella in difficoltà. Qui tutti hanno subito enormi danni all’economia, dalla Cina agli Stati Uniti. Nessuno può pagare ulteriori tasse, nessuno ha soldi da donare agli altri perché è in crisi lui stesso, le nostre economie indebolite non possono sopportare, se non limitate, nuove emissioni di moneta.

L’Europa come si sta comportando?

Dei limiti europei sul deficit non parlo neanche.  Ormai abbiamo convinto gli altri Stati del fatto che abbiamo ragione. Gli stessi Stati che prima ci consideravano degli appestati se adesso dovessero cambiare idea, credo sia arrivato il momento di mandarli a quel paese. Arriverà il momento in cui ci ricorderemo dell’Europa e del Patto Schengen, quello sarà il giorno in cui dovremmo ricordarci di tutto questo.

Mi pare di capire che lei apprezzi il lavoro dei “suoi”.

Noi stiamo facendo più del massimo e con grande serietà. Abbiamo aperto la partita mettendo 25 miliardi sul piatto (non di garanzie come i 550 miliardi annunciati dalla Germania, ma di soldi contanti ed immediati). Una manovra finanziaria messa in piedi in pochissimi giorni, senza alcuna tassa o taglio, per mettere un po’ di soldi in tasca a cittadini ed imprese. Certo che sono pochi, certo che si farà ancora di più. Però credo che il Governo Conte meriti un grande applauso e non critiche. Poi seguiranno altre misure straordinarie, ma resteranno delusi coloro che pensano che lo Stato potrà risarcire ogni somma lui desideri. Questa crisi riguarda tutti. L’unico modo per uscirne, sarà, finita l’emergenza, rimboccarsi le maniche e lavorare di più e con maggiori sacrifici di prima. Solo così, non con le lamentale, riusciremo a risollevare l’economia mondiale. Diteci che sbagliamo, che le nostre misure sono un fallimento, che non vi piacciono le scelte strategiche e le alleanze che siamo stati costretti a fare. Rimproverateci che non sappiamo comunicare. Avete ogni diritto di dirci questo, ed ogni altra critica che vi sentite di muoverci. Però non ditemi che siamo come tutti gli altri. Non è vero, è ingiusto e non lo accetto.

Mascherine introvabili e carissime. Lei che spiegazione si è data di questa speculazione, ammesso che sia così?

So che abbiamo comprato e pagato mascherine da molte aziende all’estero, poi qualche governo se le è prese e le ha bloccate, come la Turchia, che le tiene bloccate dal 5 Marzo alla dogana dell’aeroporto di Ankara. Altre mascherine sono state bloccate dal primo ministro ungherese. In questo caso ancora peggio, visto che le avevamo comprate e pagate dalla Romania e in Ungheria erano solo di passaggio, poi anche la Germania. Adesso molte sono state sbloccate grazie al forte intervento del Ministero degli Affari Esteri.

Siamo sottoposti quotidianamente a delle prove durissime, tutti indistintamente. Come ne usciremo, secondo lei Aldo Rodriquez?

Anche se questa che stiamo vivendo è una prova durissima, costretti come siamo a stare a casa, credo che ne trarremo insegnamento.

Perché ne è così sicuro?

Stando a casa avremo più tempo per riflettere sulla nostra vita. Personalmente le dico che sono fermo da 20 giorni, non mi era mai successo. Nemmeno per una febbre mi ero mai fermato anche perché per una Partita IVA come me, è un danno economico significativo. Però dico che ora più che mai serve sorridere alla vita. Tutto quello che serve in questo momento è questo, oltre che accudire la propria famiglia.

Tiziana Sferruggia

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