Massimo Grillo: “Mi candido in risposta agli errori del Pd”. E lancia una coalizione trasversale, aperta a destra e sinistra

Vincenzo Figlioli

Massimo Grillo: “Mi candido in risposta agli errori del Pd”. E lancia una coalizione trasversale, aperta a destra e sinistra

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mercoledì 08 Aprile 2015 - 17:14

Massimo Grillo ha ufficializzato la propria candidatura a sindaco. La notizia era nell’aria e la conferma è arrivata dalla conferenza stampa con cui l’ex parlamentare dell’Udc ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a tornare in campo, nove anni dopo la sconfitta alle provinciali contro il senatore Antonio D’Alì.

“Dal 2006 non mi sono più ricandidato. Ho avuto diverse proposte, ma ho sempre detto di no. In questi anni mi sono dedicato a guardare da vicino tutte le povertà di questa città. Povertà morali, sociali, culturali. E la povertà politica, che stava anche producendo una candidatura unica in questa città. Proprio questo mi ha convinto a scendere in campo. Non è più il momento di giocare. Abbiamo bisogno di un governo fondato su una nuova classe dirigente”.

Di fatto Grillo ha spiegato che il suo gruppo avrebbe voluto sinceramente sostenere la candidatura di Alberto Di Girolamo. “Avevamo iniziato un percorso. Poi ci siamo resi conto che oltre al prerequisito dell’onestà c’era poco altro”. In realtà, i soliti bene informati, già a dicembre spiegavano che Grillo stava seriamente pensando di candidarsi in prima persona. Il diretto interessato smentisce, spiegando che i contrasti con il Pd nascono invece con la decisione dei democratici di puntare sulle primarie di partito e con la successiva affermazione di Di Girolamo. “Dall’8 febbraio tutti i migliori sostenitori del Pd sono fuggiti via. Ci sarà qualcosa che non va…”.

Da lì l’idea di puntare su un progetto trasversale, che – per usare le parole dell’ex parlamentare – “vada oltre gli schemi arcaici di destra e sinistra”. E, infatti, tra gli alleati di Grillo troviamo ex di Forza Italia (Enzo Domingo e Paolo Ruggieri), Rinascita Marsalese, Udc, Noi Marsalesi, Insieme si può e Sicilia Democratica, che dovrebbe allestire una lista aperta agli scontenti del Pd, vicini al gruppo di Luigi Giacalone. La coalizione resta comunque un work in progress. Il candidato centrista spera ancora di coinvolgere Enzo Sturiano (“Sono qui anche per le sue sollecitazioni”) e conferma di aver parlato anche con Ignazio Abrignani e Fausto Raciti, auspicando poi che altri esponenti di Forza Italia e del Pd possano unirsi a lui. Grillo promette di definire la propria squadra assessoriale prima dell’inizio della campagna elettorale, lasciando agli assessori l’ordinaria amministrazione. Lui si occuperebbe in prima persona delle progettualità più ampie, da portare avanti facendo leva sui suoi contatti regionali, nazionali e al Parlamento Europeo.

Per ciò che concerne le ultime amministrazioni, Grillo si mostra particolarmente critico con la giunta Adamo, a cui rimprovera, tra le altre cose, di aver bloccato il progetto del Campus Biomedico legato all’Ospedale “Paolo Borsellino”, pronto da più due anni, ma mai consegnato: “Quando in un momento di crisi come questo non si investono tutte le risorse a disposizione, si tratta di un peccato gravissimo”. A Carini riconosce il merito di alcune realizzazioni utili alla città, affermando però che fu un errore non trasferire all’Aimeri Ambiente tutto il personale che lavorava per il Comune nel settore Nettezza Urbana. E questo nonostante in quegli anni Grillo potesse contare sulla presenza di un amico storico – Ettore Paladino – in una posizione strategica (era l’uomo che fungeva da collante tra Comune e Aimeri). “Bisognerebbe indagare su come fu fatta la gara d’appalto” sottolinea ancora l’ex parlamentare, che comunque fa sapere di voler trovare una soluzione per fare in modo che il servizio costi meno alle casse comunali.

Nel corso della conferenza stampa, Grillo ha voluto ricordare le sue precedenti esperienze politiche, che lo hanno visto raccogliere il testimone del padre Salvatore – per anni dirigente della corrente andreottiana della Dc – e attraversare la fine della Prima Repubblica (da assessore regionale agli enti locali, promotore della legge sull’elezione diretta dei sindaci) e buona parte della Seconda, in cui fu per due volte eletto alla Camera dei Deputati nella coalizione che sosteneva Silvio Berlusconi, prima di maturare la decisione di non ricandidarsi in polemica con il suo partito – l’Udc di Casini – che al Sud continuava ad avallare condotte politiche discutibili. Ma nel corso dell’incontro con la stampa, il candidato centrista ha voluto anticipare anche per lo slogan che lo accompagnerà in campagna elettorale: “Massimo Grillo il sindaco lo sa fare”. Più o meno lo stesso che utilizzò Leoluca Orlando due anni fa a Palermo. 

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