Incendio, foto di Gerd Altmann da Pixabay Simone Olivelli 13 Settembre 2026, 06:26 Oltre 12...
Oltre 12 milioni di euro. È questo il valore di due contratti che la società emiliana Cae Spa è in procinto di sottoscrivere con la Regione per la fornitura di attrezzature che serviranno alla Protezione civile e al Corpo forestale, per – si spera – migliorare la capacità di monitoraggio del territorio.
Gli affidamenti sono scaturiti da altrettante gare d’appalto indette nei mesi scorsi e giunte al traguardo nei giorni scorsi.
L’azienda aggiudicataria dovrà occuparsi dell’ammodernamento della reti di centraline che rilevano le grandezze meteorologiche nell’isola e anche dell’allestimento digitale delle torrette destinate all’avvistamento degli incendi. In entrambi i casi, si confida nelle nuove tecnologie per il raggiungimento di risultati migliori anche se le sfide – specialmente per quello che riguarda i roghi – continuano a sembrare più grandi rispetto alle capacità di prevenzione e contrasto fin qui mostrate dalle istituzioni.
Le torrette digitali
Il 2 settembre, Sicilia Digitale, società in house della Regione, ha aggiudicato un contratto del valore complessivo di 4.170.599,72 euro. Ad aggiudicarselo, come detto, è stata la Cae, società che da tanti anni lavora con la Regione soprattutto per quanto riguarda la fornitura e la manutenzione delle centraline meteo gestite dalla Protezione Civile. L’impresa ha avuto la meglio sugli altri due partecipanti: Telecom Italia e di un raggruppamento guidato da Almaviva.
“Lo scopo principale della digitalizzazione delle torrette di avvistamento incendi – si legge nella relazione che illustra il progetto – è quello di fornire alla Regione uno strumento evoluto ed automatico che, attraverso le moderne tecnologie, consenta il monitoraggio costante e centralizzato delle aree boscate maggiormente soggette a fenomeni di incendio. Per conseguire questo risultato sono stati individuati 12 siti nei quali sono presenti torrette di avvistamento incendi boschivi che monitorano aree di particolare interesse strategico”.
Scandagliare costantemente il territorio
Al centro dell’iniziativa c’è l’utilizzo di termocamere ad alte prestazioni. “La funzione è quella di scandagliare costantemente il territorio, ruotando a 360 gradi, secondo una ronda stabilita in fase di installazione. Durante questo processo la sensoristica a bordo, insieme con l’intelligenza artificiale di cui è dotata, cercano i segni di possibili incendi per generare una notifica di allarme”.
Le tecnologie con cui verranno attrezzate le torrette consentiranno inoltre di acquisire “dati locali relativi alle condizioni meteo, che sono certamente utili, in caso di incendio, come strumenti ausiliari da utilizzare per pianificare gli interventi o ipotizzare previsioni di sviluppo dello stesso”.
Trattandosi perlopiù di siti in zone montuose o comunque lontani dalla rete elettrica pubblica, il progetto ha messo in gara anche la fornitura di Power Supply System “composto da un impianto fotovoltaico, deputato alla produzione della corrente elettrica in regime normale, a cui è stato affiancato un generatore elettrogeno” nonché sistemi di videosorveglianza per scoraggiare i malintenzionati dal tentare furti o danneggiamenti.
Le nuove centraline
L’appalto indetto dalla Protezione civile per le centraline che rilevano i valori meteorologici valeva più di 8,2 milioni di euro. Cae, che come detto da tempo è protagonista nel campo della fornitura e dell’assistenza dei sistemi a disposizione della Regione, è stata l’unica società a partecipare. Alla luce del ribasso presentato, il contratto che stipulerà avrà un valore di 8.097.117,77 euro più Iva.
In tema di centraline va ricordato come la Regione Siciliana nel corso degli anni si sia dotata di sistemi diversi, in passato gestite da diversi rami della pubblica amministrazione. Nel 2021, l’Autorità di bacino, che a propria volta aveva rilevato le strumentazioni in precedenza a disposizione dell’Osservatorio delle Acque, ha passato le centraline di competenza al dipartimento della Protezione civile.
Ancor oggi a gestire centraline, fuori dall’appalto aggiudicato nei giorni scorsi, è anche il Sias, il servizio informativo agrometeorologico siciliano. Queste progressive implementazioni hanno fatto sì che le centraline oggi si differenzino anche per tecnologie più o meno al passo con i tempi. E a dimostrarlo sono le diverse richieste che dovranno essere soddisfatte da Cae.
Le richieste
Tra queste c’è la dismissione di 57 stazioni ritenute ridondanti, perché vicine ad altre acquisite o perché obsolete; la sostituzione di 122 impianti con altrettanti più moderni, la fornitura e l’installazione di nuove stazioni in 43 nuovi siti, l’integrazione di 21 impianti esistenti con sensori di diversa natura.
A ciò si aggiunge l’aggiornamento e il riposizionamento di 29 sistemi di misurazione dei livelli degli invasi e la fornitura di una nuova centrale di ricezione dati in tempo reale, nella sede della Protezione Civile di San Giovanni La Punta. A completare il capitolato d’appalto è infine il potenziamento della rete radio in banda Uhf esistente con la fornitura dei sei nuovi ripetitori radio e la configurazione del sistema di controllo esistente, comprendente le attività necessarie a consentire “l’integrazione, sia radio Uhf che 2G/4G, di tutte le stazioni e apparecchiature previste nell’appalto”.
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