La Sicilia che sguazza nell’assegno di inclusione, La Piana (Cisl) al QdS: “Non rendere strutturale il bisogno, servono interventi”

Michele Giuliano

La Sicilia che sguazza nell’assegno di inclusione, La Piana (Cisl) al QdS: “Non rendere strutturale il bisogno, servono interventi”

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Michele Giuliano |
martedì 18 agosto 2026 - 3:53
La Sicilia che sguazza nell’assegno di inclusione, La Piana (Cisl) al QdS: “Non rendere strutturale il bisogno, servono interventi”

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18 Agosto 2026, 05:53

La Sicilia si conferma tra le regioni italiane con il maggior numero di famiglie che beneficiano dell’Assegno di inclusione (AdI), il sostegno economico destinato ai nuclei familiari in maggiore difficoltà. I dati diffusi dall’Inps, aggiornati al primo semestre del 2026, mostrano che, dall’avvio della misura nel gennaio 2024 fino al giugno 2026, nell’Isola sono stati 202.152 i nuclei familiari che hanno percepito almeno una mensilità dell’assegno.

Complessivamente sono state coinvolte 530.564 persone, con un importo medio mensile pari a 715 euro. Numeri che collocano la Sicilia al secondo posto in Italia, preceduta soltanto dalla Campania e ben al di sopra di tutte le altre regioni.

Assegno di inclusione, La Piana (Cisl Sicilia): “Servono interventi strutturali”

“Il numero crescente di percettori dell’AdI – dice al QdS il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana – ci dice che siamo in una situazione di emergenza sociale, sulla quale servono interventi strutturali concreti. Dietro i numeri ci sono storie di persone e famiglie che non riescono a portare avanti dignitosamente la propria vita, giovani e donne che guardano il lavoro troppo da lontano. L’AdI evita la disperazione e garantisce una tenuta economica e sociale, ma non possiamo rassegnarci a rendere strutturale il bisogno. Come Cisl Sicilia dobbiamo impegnarci sulla creazione di lavoro di qualità, sulle nuove competenze e sulla convergenza tra politiche attive e formazione professionale, intercettando i bisogni emergenti”.

La Sicilia resta tra le regioni con il maggior numero di beneficiari

Osservando la fotografia complessiva del periodo gennaio 2024-giugno 2026 emerge chiaramente il peso della Sicilia nel panorama nazionale per quanto riguarda l’assegno di inclusione. In due anni e mezzo sono stati infatti 202.152 i nuclei familiari siciliani che hanno ricevuto almeno una mensilità dell’AdI, coinvolgendo 530.564 persone. L’importo medio mensile riconosciuto alle famiglie siciliane è stato di 715 euro, superiore alla media nazionale che si attesta a 683 euro. Limitando l’analisi al solo primo semestre del 2026, i beneficiari nell’Isola sono stati 160.513 nuclei, pari a 415.784 persone, con un assegno medio di 717 euro al mese. Un dato che conferma come la misura continui a rappresentare uno strumento fondamentale di sostegno per migliaia di famiglie siciliane.

Così come lo è l’assegno unico, destinato alle famiglie con figli a carico. Anche in questo caso, come abbiamo riportato pochi giorni fa, sebbene il numero dei beneficiari sia in calo per effetto dell’inverno demografico che vive l’Isola, gli importi – che dipendono anche da fattori di reddito – rimangono tra i più alti d’Italia.

Il confronto con il resto d’Italia

Nel complesso, in Italia, tra gennaio 2024 e giugno 2026, l’assegno di inclusione ha interessato 1.018.611 nuclei familiari, coinvolgendo 2.420.226 persone. La Campania guida la classifica con 238.532 nuclei beneficiari e 640.970 persone coinvolte, seguita proprio dalla Sicilia con oltre 202mila famiglie. Il distacco rispetto alle altre regioni è significativo: la Puglia si ferma a 99.845 nuclei, meno della metà della Sicilia, mentre la Calabria registra 73.617 nuclei e il Lazio 89.649.

Ancora più marcata è la differenza con le grandi regioni del Nord. In Lombardia, nonostante sia la regione più popolosa d’Italia, i nuclei percettori sono 68.724, circa un terzo rispetto alla Sicilia. In Piemonte sono 49.683, mentre in Veneto i beneficiari sono 22.514. Anche confrontando gli importi medi emerge una particolarità. La Sicilia, con 715 euro mensili, riceve mediamente un contributo superiore alla media italiana (683 euro), ma leggermente inferiore alla Campania, dove l’importo medio raggiunge 736 euro. Più bassi risultano invece gli importi medi in Lombardia (620 euro), Veneto (589 euro) e Piemonte (653 euro).

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Fonte: QdS.it