L’omicidio di Vito Genovese allo Zen, tre fermi: ci sono anche due minorenni

Elian Lo Pipero

L’omicidio di Vito Genovese allo Zen, tre fermi: ci sono anche due minorenni

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Elian Lo Pipero |
domenica 16 agosto 2026 - 11:05
L’omicidio di Vito Genovese allo Zen, tre fermi: ci sono anche due minorenni

Carabinieri dello Zen Elian Lo Pipero 16 Agosto 2026, 13:05 Svolta nelle indagini sull’omicidio di...

16 Agosto 2026, 13:05

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Vito Genovese avvenuto nella notte di Ferragosto allo Zen. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia cittadina San Lorenzo supportati nelle fasi esecutive dal personale della Stazione San Filippo Neri, nella serata di ieri hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto tre palermitani tutti pregiudicati, di cui due minorenni di 16 anni (M.F., G.P.) e un uomo di 33 anni, Paolo Puleo, quest’ultimo già detenuto domiciliare, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dell’omicidio volontario di un uomo di 45enne e del contestuale tentato omicidio di un 47enne.

​Le complesse e tempestive attività investigative dei Carabinieri, condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica di Palermo e della Procura per i Minori, hanno consentito di raccogliere un solido quadro indiziario a carico dei tre sospettati. Alla luce degli elementi emersi e della situazione d’urgenza, i militari dell’Arma hanno proceduto di iniziativa al fermo di indiziato di delitto, misura condivisa dall’Autorità Giudiziaria.

Genovese ucciso a colpi di cacciavite e casco

​La ricostruzione dei fatti è avvenuta attraverso il sopralluogo sulla scena del crimine, le escussioni di persone informate sui fatti, i riconoscimenti fotografici e specifici accertamenti tecnici. Secondo quanto accertato dai militari, la vittima accortasi della presenza di alcuni giovani nei pressi del garage in uso alla propria famiglia, li aveva invitati ad allontanarsi nel timore che potessero compiere un furto. Per tutta risposta, i soggetti lo avrebbero prima ingiuriato e successivamente aggredito verosimilmente con un cacciavite e un casco, provocandone la morte. Nella medesima circostanza è rimasto ferito anche il 47enne intervenuto in difesa della vittima e anch’egli colpito con un cacciavite. ​

Il trentatreenne denunciato anche per evasione

​Oltre al fermo di indiziati di delitto per i tre indagati è scattata la denuncia in stato di libertà per il reato di tentato omicidio per all’aggressione nei confronti del 47enne, e per il 33enne anche quella per evasione.

​Su disposizione delle competenti Autorità Giudiziarie, il maggiorenne è stato tradotto presso la Casa Circondariale “Lorusso – Pagliarelli”, mentre i due minorenni sono stati condotti presso l’Istituto Penale per i Minorenni “Malaspina”.

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Fonte: QdS.it