Porto di Palermo, Imagoeconomica Simone Olivelli 8 Agosto 2026, 06:00 È ufficiale il nome della...
È ufficiale il nome della società che si occuperà per i prossimi quattro anni della raccolta, del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti prodotti sulle navi che attraccheranno nei porto di Palermo e Termini Imerese. La concessione è stata aggiudicata dall’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale. Il valore dell’affidamento è stato stimato in oltre quindici milioni di euro.
Al centro della procedura ci sono state le attività di gestione dei rifiuti – sia urbani che speciali pericolosi – a Palermo mei porticcioli di Sant’Erasmo e della Cala, nel porto commerciale, nel porto industriale, in quello dell’Acquasanta, nella zona marinara dell’Arenella e infine nella rada. Per quanto riguarda Termini Imerese, l’area di pertinenza è l’intero porto.
Il servizio no stop
La concessione riguarda un servizio che dovrà coprire tutti i giorni dell’anno e ventiquattro ore su ventiquattro le due grandi infrastrutture. “Abbraccia – si legge nella relazione generale allegata ai documenti di gara – tutte le tipologie di imbarcazioni, ovvero pescherecci, imbarcazioni da diporto, traghetti, navi Ro-Ro, navi Ro-Pax, navi portacontainer, navi da crociera, navi chimichiere, navi cisterna, ecc.”.
Per avere un’idea del volume di lavoro, l’Autorità portuale ha messo a disposizione i dati relativi al 2024: quell’anno furono 689 i servizi di ritiro di rifiuti speciali e 4943 quelli di ritiro di rifiuti urbani. Nel complesso si superarono abbondantemente le 7mila tonnellate di rifiuti, la maggior parte dei quali composti da oli sentina e morchie e acque nere e grigie.
La concessione demaniale portuale e il personale
“Sarà necessario richiedere e ottenere una concessione demaniale portuale per ricoverare i mezzi terrestri e depositare temporaneamente i rifiuti, speciali e non, prelevati dalle navi che fanno scalo in porto e concessione di specchio acqueo per ormeggio dei mezzi nautici – prosegue il documento – In termini di risorse umane, la pianta organica deve prevedere marinai destinati all’effettuazione dei servizi via mare con la chiatta cisterna e la bettolina, operai e autisti per il servizio di ritiro rifiuti via terra e impiegati amministrativi presso gli uffici per organizzazione dei servizi, rapporti con gli armatori/agenti marittimi e contabilità”.
Nel complesso, il bando richiedeva agli operatori economici la messa a disposizione del seguente personale: tre operai, sette operatori ecologici, cinque autisti, quattro impiegati amministrativi, cinque marittimi. Per quel che riguarda i mezzi, la dotazione richiesta supera le decine di unità tra autocarri a due e tre assi, trattori stradali, semirimorchi, autocompattatori, scarrabili, gasoloni furgonati e macchine operatrici semoventi.
Chi ha vinto la gara d’appalto
La gara d’appalto si è svolta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Trattandosi di una concessione, per l’aggiudicatario i ricavi sono legati ai servizi a pagamento pagati da chi attracca nei porti.
Il bando prevedeva l’assegnazione del punteggio economico, tenendo conto di due fattori: il ribasso sulle tariffe unitarie proposte e il rialzo sul canone che invece il concessionario dovrà versare annualmente all’Autorità portuale.
Ad aggiudicarsi la gara è stata la ditta EcolSea, unica partecipante alla procedura. La società, che ha sede a Palermo ed è di proprietà degli imprenditori Massimo e Fabrizio Alessandra, ha presentato uno sconto sulle tariffe del 3,27 per cento, mentre un rialzo sul canone, che a base d’asta era di 80mila euro all’anno, del 50 per cento.
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