Francesco Guccini un bravo autore

Carlo Alberto Tregua

Francesco Guccini un bravo autore

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Carlo Alberto Tregua |
sabato 08 agosto 2026 - 6:30
Francesco Guccini un bravo autore

Francesco Guccini Carlo Alberto Tregua 8 Agosto 2026, 08:30 In comunicazione esiste la cosiddetta “Regola...

8 Agosto 2026, 08:30

In comunicazione esiste la cosiddetta “Regola dello specchio”, conosciuta dagli addetti ai lavori ma semisconosciuta al grande pubblico di cittadine e cittadini. Di cosa consiste? Semplice: quando si guarda un’altra persona che è riflessa in uno specchio, sembra di guardare quest’ultima, ma in effetti si guarda la sua immagine.
La metafora riguarda, appunto, la comunicazione. Quando si guarda un talk show o un servizio in televisione, si ascolta una trasmissione radio, si leggono testi di vario genere – sia su carta che sul web – o si guardano distrattamente i media sociali, chi compie questa azione tende a seguire la figura di cui si parla, senza comprendere il contesto generale, preparato da autori, articolisti o altri in modo da “cucinare” il prodotto nel modo più gradito possibile ai consumatori.
Gli autori hanno riguardo per “l’appetito” degli stessi consumatori, i quali possono desiderare “cibo” magari a loro dannoso, che tuttavia è cercato istintivamente dal loro “stomaco”.

Il ruolo dei media e la mancanza di cultura

Che significa quanto precede? Che chi produce spettacoli o programmi radio-televisivi, chi scrive sui quotidiani o sui media sociali non pensa alla possibile utilità del proprio prodotto, ma di accontentare i consumatori secondo il loro istinto. Così, quando i consumatori non hanno un livello culturale sufficiente per capire ciò che è bene e ciò che è male, sono portati a soddisfare le cose più banali che gli passano per la testa.
D’altro canto, affinché la gente sappia come vanno le cose, dovrebbe avere qualcuno che gliele insegni. Ed ecco che si crea il corto circuito perché vi è un frazionamento tra chi dovrebbe insegnare e chi apprendere.
La sintesi di quanto precede è la cultura o, meglio, la mancanza di cultura. Scusate se battiamo continuamente su questo tasto, ma l’evoluzione di un Popolo si misura in base alle sue vere e ampie cognizioni su ciò che è accaduto all’Umanità almeno negli ultimi diecimila anni. Chi ignora non è in condizione di capire fatti ed eventi e quindi è in balia di altri, furbacchioni, che spingono i soggetti più manipolabili a fare quanto di loro interesse e non quanto di interesse generale.
Quelle che precedono non sembrano considerazioni idonee al mese di agosto, in cui tutti pensano alle ferie, vogliono dimenticare il lavoro e le difficoltà, svuotare il proprio cervello, o quella parte di esso che funziona, e svagarsi.
Ebbene, svagarsi è un diritto. è giusto che si faccia. Le ferie sono un diritto. è giusto che ci si riposi. Tuttavia, il cervello non dovrebbe andare totalmente in vacanza, ma trovare un piccolo tempo per riflettere proprio quando si è in ozio: quello che alcuni letterati hanno chiamato “ozio creativo”. Vi sono decine di volumi sull’argomento. Consiglio di leggerne qualcuno proprio quando la mente è a riposo, perché la conseguente riflessione è più produttiva di risultati e cioè di comprensione di quello che accade e delle motivazioni relative.
Non sappiamo quanti gentili lettori e lettrici siano d’accordo su ciò che scriviamo. Tuttavia riteniamo nostro dovere scriverne proprio nel momento in cui abbiamo avuto la notizia della scomparsa di Francesco Guccini.

Francesco Guccini, autore e interprete

Guccini è stato un valente autore e interprete di canzoni, quelle che Edoardo Bennato chiamava “canzonette”. Aveva la mia età e questo mi fa pensare che non sono lontano dal momento in cui il mio motore si spegnerà. Proprio per questo, reputo eccessivo lo spazio e il tempo che tutti i media prima elencati hanno riservato a questa scomparsa. Si tratta pur sempre di un autore di canzoni, che qualcuno ha anche definito “poeta”. Va bene, ci sta. Ma non esageriamo, per favore.
Dispiace la sproporzione fra la comunicazione per la scomparsa di certi personaggi – neanche fossero premi Nobel o scienziati mondiali – e il rapporto con i veri problemi che attanagliano la popolazione e dovrebbero essere affrontati con altra grinta.
Nel frattempo, i nostri parlamentari nazionali e regionali godono il meritato riposo. Questo mi ricorda Totò. Una signora bruttina gli chiede: “Principe, come mi trova?”. Risposta lapidaria: “Ogni donna ha il diritto di essere brutta, ma lei abusa di questo diritto!”.

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  • Editoriale

Fonte: QdS.it