Redazione 6 Agosto 2026, 20:31 Milano, 6 ago. (askanews) – Tre ore di relazione, due...
Milano, 6 ago. (askanews) – Tre ore di relazione, due ore di domande da parte dei commissari. Il Conte-day in commissione Covid occupa tutto il pomeriggio, nel palazzo di San Macuto che ospita le Bicamerali. E si apre con il colpo di scena orchestrato dall’ex premier: un documento “ricevuto in forma anonima” sul caso delle mascherine della JC Electronics, che Conte consegna ai commissari e che già lunedi scorso ha portato alla Procura di Roma. Un documento che però – ribatte la società – non è una novità, rivendicando che la conformità delle mascherine fornite sia stata già accertata dalle autorità competenti.
Fatto sta che Conte sceglie il contrattacco, e insiste – anche rispondendo alle domande dei commissari – sulla transazione da 100 milioni ‘chiusa’ recentemente e che il centrosinistra da tempo contesta al governo in carica: “Ho l’obbligo di diffidare la presidenza del Consiglio, costituita in giudizio, che ha avuto la responsabiità di indirizzare l’Avvocatura dello Stato. Come è possibile che si realizza la follia che in attesa di un giudizio cautelare lo Stato non aspetta e liquida in fretta e furia 100 milioni a un imprenditore che ne fattura 4, quando per settimane non avete trovato 6 milioni per le mammografie…”. Insomma, “ho l’obbligo di segnalare al ministero della Salute e alla presidenza del Consiglio che c’è da approfondire parecchio” perchè “è di interesse pubblico se sono stati pagati 100 milioni che possono essere il corrispettivo di mascherine contraffatte. Una transazione da 100 milioni senza aspettare il giudizio cautelare è una assurdità giuridica ed economica, sotto ogni punto di vista”.
Oltre alla questione JC Electronics, l’altro aspetto su cui Conte insiste, davanti a una Commissione che definisce “un plotone d’esecuzione contro di me”, è l’assoluta legalità delle sue azioni: “Potete scavare quanto volete, non troverete mai qualcosa di illecito per quanto mi riguarda perchè comportamenti illeciti non ci sono mai stati”. Ancora: “Non mi considero un eroe, ho semplicemente fatto il mio dovere” e “anche se non posso essere certo di aver preso sempre la decisione giusta, ho sempre agito con massimo scrupolo e in buona fede”.
E anche qui Conte contrattacca: “Ho svolto il mio compito con disciplina e onore e non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia perchè queste ombre si estendono anche sugli uomini e le donne dello Stato che si sono battuti per salvaguardare la comunità nazionale. Sono loro – dice rivolto ai commissari del centrodestra – i veri patrioti che erano in prima fila. Poi ci sono gli speculatori su una grave tragedia dai quali non ricordiamo alcun gesto utile al Paese”. Accusa che Conte rivolge in particolare a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia, anche riconoscendo lo stile diverso di un altro avversario, Silvio Berlusconi: in lui “ho trovato un esponente politico con senso di responsabilità per il bene del Paese, con la consapevolezza che l’obiettivo era la salvaguardia del Paese. Altri avevano una visione politica, in termini di noi e loro, di nemici da abbattere, senza pensare alle conseguenze sul Paese. Neppure la pandemia è stata una momento di tregua, anzi hanno alzato sempre più i toni e il livello dello scontro”.
E contro FdI Conte solleva un altro argomento: “Sono stati presentati oltre mille esposti nei miei confronti, poi le indagini della procura di Bergamo. Non mi sono mai lamentato per queste indagini, non ho mai tentato di delegittimare i giudici titolari delle inchieste, alludendo a una loro presunta politicizzazione come spesso purtroppo capita di sentire adesso”. Altre frecciate Conte le riserva al “governo dei migliori”: “Io sono andato via a febbraio 2021”, dopo aver “avviato il piano vaccinale nel segno della libertà di scelta”, “poi c’è stato un altro governo che ha governato per oltre un anno”. Ma attenzione: “Non sto cercando i voti No Vax, li lascio tutti a voi… ho detto un’altra cosa, che quando abbiamo avviato la campagna vaccinale abbiamo ritenuto” di non mettere l’obbligo vaccinale “e mi sono speso per questa soluzione, non voglio usurpare altre scelte che non ho fatto”.
Quello che invece Conte rivendica è innazitutto di aver “salvato centinaia di migliaia di vite”. Poi di aver gestito la pandemia “nel rispetto della Costituzione”, consapevole del rischio che un evento di quella portata “avrebbe potuto compromettere la tenuta democratica del Paese”. E poi di aver fatto da esempio anche ad altri Paesi: “I nostri DPCM venivano tradotti in tutte le cancellerie d’Europa, eravamo un modello”. Sempre in tema di Europa, Conte si ascrive il merito di aver determinato “una reazione unitaria” da parte della Ue, fino ad arrivare a “rompere il tabù degli Eurobond”.
I toni si scaldano – in poche occasioni – solo nella fase delle domande. Con Fdi che lamenta: “Conte ha dato risposte molto lunghe per guadagnare tempo, ma l’audizione non può diventare un suo show”. Con l’opposizione che ironizza: “Capisco che Fdi si aspettasse altro”, dice Zaratti. Ma si tratta solo di un primo round: il 14 settembre Conte tornerà in commissione Covid.
