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Guardia Costiera, maxi sequestro in mare: rimossa una tonnellata di plastica

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lunedì 12 ottobre 2026 - 10:00

Sequestrati 105 attrezzi da pesca non consentiti

Trapani – La Guardia Costiera ha sequestrato 105 attrezzi da pesca non consentiti nel corso di tre distinte operazioni effettuate nelle acque del Trapanese. L’attività è stata condotta dall’unità navale CP 770 della Capitaneria di porto di Trapani, impegnata nei controlli sulla pesca marittima tra l’arcipelago delle Egadi e il largo di San Vito Lo Capo.

I dispositivi, comunemente conosciuti come “cannizzi”, erano stati posizionati tra le 8 e le 20 miglia nautiche dalla costa, in particolare nelle acque antistanti l’isola di Levanzo e al largo di San Vito Lo Capo.

Cosa sono i “cannizzi”

Si tratta di dispositivi artigianali utilizzati per creare zone d’ombra in mare e attirare alcune specie ittiche, che successivamente vengono catturate con sistemi di pesca a circuizione. Dal punto di vista normativo rientrano nella categoria dei Fish Aggregating Device, i cosiddetti FAD.

La disciplina nazionale prevede che questi sistemi possano essere utilizzati nel periodo compreso tra il 15 agosto e il 31 dicembre, ma nel rispetto di precise condizioni: devono essere segnalati e realizzati con cime e galleggianti biodegradabili, così da ridurre l’impatto sull’ambiente marino.

Oltre 500 taniche recuperate dal mare

Secondo quanto riferito dalla Capitaneria di porto, gli attrezzi individuati erano invece privi di segnalamento e costituiti da materiali non conformi. Oltre ai 105 dispositivi, il personale della CP 770 ha recuperato dal mare più di 500 taniche in plastica rigida, insieme a reti ombreggianti e cime non biodegradabili.

Il quantitativo complessivo di materiale plastico recuperato è stato stimato in almeno una tonnellata. Tutto il materiale è stato successivamente sottoposto a sequestro amministrativo.

Un rischio anche per la navigazione

La presenza dei dispositivi non segnalati rappresentava non solo un problema sotto il profilo della pesca, ma anche un potenziale pericolo per le imbarcazioni in transito. Gli attrezzi si trovavano infatti in tratti di mare compresi tra le 8 e le 20 miglia dalla costa, percorsi da unità da pesca e da diporto.

Per questo l’intervento della Guardia Costiera ha riguardato contemporaneamente tre aspetti: il rispetto delle regole della pesca professionale, la sicurezza della navigazione e la tutela dell’ambiente marino.

Controlli nelle aree più sensibili delle Egadi

Le operazioni rientrano nell’attività di vigilanza svolta dalla Capitaneria di porto di Trapani nelle acque del compartimento marittimo, con particolare attenzione alle aree più delicate dell’arcipelago delle Isole Egadi.

I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di contrastare l’utilizzo di sistemi non conformi e ridurre il rischio di dispersione di materiali plastici in mare.


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