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Relitto romano al largo di Mazara, Quinci: “La storia bussa alla nostra porta”

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domenica 09 agosto 2026 - 12:00

Relitto romano

Mazara del Vallo La scoperta del relitto romano al largo della costa di Mazara del Vallo diventa occasione di riflessione sul valore della storia, del mare e del patrimonio archeologico del territorio trapanese.

A intervenire è il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che affida a una dichiarazione il proprio pensiero sul ritrovamento e sulla necessità di costruire attorno a questa scoperta un percorso di tutela, collaborazione e valorizzazione.

“Ancora una volta la storia bussa alla nostra porta. Ed ancora una volta è il mare a consegnarci un patrimonio inestimabile”, afferma Quinci.

Il Mediterraneo come crocevia di storia

Per il presidente del Libero Consorzio, il ritrovamento del relitto romano conferma l’importanza del Mediterraneo e la sua centralità nella storia dei popoli.

Il mare, ancora una volta, restituisce tracce preziose del passato e richiama il ruolo che il territorio trapanese ha avuto nei secoli nelle rotte, negli scambi e negli incontri tra civiltà.

“Il relitto romano ritrovato al largo della nostra costa conferma l’importanza del Mediterraneo e la sua centralità senza epoca ed oltre ogni fase dell’umanità”, sottolinea Quinci.

Tutela e valorizzazione del ritrovamento

Il presidente richiama poi il tema della salvaguardia del sito e dei materiali rinvenuti.

Il recupero e la valorizzazione dei ritrovamenti, spiega Quinci, dovranno seguire un percorso sicuro, definito dagli interventi necessari di tutela affidati alle istituzioni competenti.

Si tratta di un passaggio fondamentale, perché ogni scoperta archeologica subacquea richiede attenzione, studio, protezione e una gestione capace di evitare dispersioni o interventi non adeguati.

Il relitto, con il suo carico di anfore e altro materiale, rappresenta infatti non solo un bene storico, ma anche un’occasione di conoscenza per l’intera comunità.

Una responsabilità per chi amministra

Nella dichiarazione di Salvatore Quinci emerge con forza il richiamo alla responsabilità delle istituzioni e degli amministratori.

Secondo il presidente, scoperte di questo tipo non possono essere considerate soltanto eventi da osservare con stupore. Devono invece diventare il punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto tra territorio, cultura e futuro.

“Queste, come tante altre emergenze archeologiche che sono state restituite dal nostro mare, aprono una riflessione sulla responsabilità di chi è stato chiamato ad amministrare territori e comunità”, afferma.

Il messaggio è chiaro: davanti a un patrimonio così importante, non basta essere spettatori. Occorre assumere un ruolo attivo.

Una rete di collaborazione

Per Quinci, la sfida culturale posta dal ritrovamento del relitto romano può essere affrontata solo attraverso una rete di collaborazione.

Il presidente parla della necessità di costruire percorsi condivisi tra istituzioni, comunità e territori, così da trasformare la scoperta in un’opportunità concreta di crescita.

“Non possiamo rimanere soltanto testimoni. Abbiamo il dovere di costruire una rete di collaborazione e di condivisione per essere protagonisti di un’opportunità di conoscenza e di crescita, che va condivisa con i territori”, dichiara Quinci.

La valorizzazione del patrimonio archeologico, dunque, non riguarda soltanto gli specialisti o gli enti competenti. Può diventare anche un’occasione per rafforzare identità, consapevolezza e sviluppo culturale.

Il ringraziamento ai cittadini e alle istituzioni

Nel suo intervento, il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani rivolge un ringraziamento ai cittadini che hanno segnalato la presenza del relitto.

Un gesto di attenzione civica che ha contribuito a portare alla luce un patrimonio di grande valore.

Quinci ringrazia inoltre i gruppi specializzati dell’Arma dei Carabinieri e la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, impegnati nelle attività di verifica, tutela e approfondimento.

Il ritrovamento conferma così l’importanza della collaborazione tra cittadini, istituzioni e corpi specializzati nella difesa del patrimonio culturale.

“Affidiamoci alla nostra storia”

La dichiarazione di Quinci si chiude con un invito a guardare alla storia non come a qualcosa di distante, ma come a una risorsa viva per costruire il futuro.

“Affidiamoci alla nostra storia per costruire un futuro che ne sia degno”, afferma il presidente.

Una frase che sintetizza il senso dell’intervento: il relitto romano al largo di Mazara del Vallo non è soltanto una scoperta archeologica, ma un richiamo alla responsabilità collettiva.

Tutela, studio, valorizzazione e condivisione saranno i passaggi necessari perché questo patrimonio possa diventare davvero occasione di crescita per il territorio.

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