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Relitto romano al largo di Mazara del Vallo, scoperta archeologica a 46 metri di profondità

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sabato 08 agosto 2026 - 12:50

Relitto romano

Mazara del Vallo Importante scoperta archeologica nel mare di Mazara del Vallo. A circa tre miglia dalla costa è stato individuato un relitto romano, presumibilmente databile tra il II e il I secolo a.C.

Il sito si trova a una profondità di circa 46 metri e conserva sul fondale un contesto archeologico di grande interesse. Sono state rilevate centinaia di anfore, prevalentemente del tipo Dressel 1A, insieme a due ceppi d’ancora in piombo e a un’altra struttura dello stesso materiale.

La scoperta è considerata di particolare rilievo per l’archeologia subacquea e apre adesso una nuova fase di studio, documentazione e tutela.

La scoperta al largo di Mazara

Il ritrovamento è avvenuto nel corso di un sopralluogo congiunto condotto dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dal Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina.

Alle attività ha fornito supporto anche la Motovedetta dei Carabinieri di Trapani.

L’intervento è stato effettuato a seguito della segnalazione di privati cittadini, che ha permesso di avviare le verifiche sul sito sommerso.

La presenza del carico di anfore e dei reperti in piombo rende il relitto un documento prezioso per ricostruire rotte, traffici commerciali e scambi nel Mediterraneo antico.

Le anfore Dressel 1A

Tra gli elementi più significativi del ritrovamento ci sono le numerose anfore individuate sul fondale.

La maggior parte sarebbe riconducibile al tipo Dressel 1A, una tipologia di anfora legata ai commerci marittimi di età romana.

Questi contenitori erano utilizzati soprattutto per il trasporto di derrate, in particolare vino, lungo le rotte commerciali del Mediterraneo.

La loro presenza in grande quantità consente agli archeologi di ipotizzare che l’imbarcazione trasportasse un carico destinato agli scambi tra porti e mercati dell’epoca.

Giuli: “Una delle più importanti scoperte degli ultimi anni”

Sulla scoperta è intervenuto anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha sottolineato il valore del ritrovamento.

“È una delle più importanti scoperte archeologiche subacquee degli ultimi anni”, ha affermato il ministro, congratulandosi con l’Arma dei Carabinieri, con i reparti specializzati e con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana.

Giuli ha evidenziato la competenza e la dedizione che hanno reso possibile il risultato, richiamando il valore della collaborazione tra istituzioni e corpi specializzati nella tutela del patrimonio culturale.

“Il Mediterraneo crocevia di civiltà”

Il ministro ha poi richiamato il significato storico della scoperta.

“Il mare continua a restituirci frammenti preziosi della nostra storia e il relitto di Mazara del Vallo ci parla degli uomini, delle rotte e degli scambi che fecero del Mediterraneo un crocevia di civiltà”, ha dichiarato Giuli.

Una frase che restituisce bene il senso del ritrovamento. Il relitto non è soltanto un insieme di reperti sommersi, ma una testimonianza concreta della vita economica, dei viaggi e dei rapporti tra popoli nel Mediterraneo antico.

Nuove attività di studio e tutela

Il sito sarà ora oggetto di ulteriori attività di documentazione e approfondimento da parte della Soprintendenza del Mare.

L’obiettivo sarà ricostruire il contesto archeologico, comprendere meglio la natura del carico, studiare i materiali presenti sul fondale e adottare le necessarie misure di tutela.

La fase successiva sarà quindi fondamentale per proteggere l’area e raccogliere informazioni utili alla conoscenza scientifica del relitto.

La ricerca proseguirà per svelare la storia dell’imbarcazione e consegnarla alla collettività.

Un patrimonio sommerso da proteggere

La scoperta al largo di Mazara del Vallo conferma ancora una volta la ricchezza del patrimonio archeologico subacqueo siciliano.

Il mare della Sicilia occidentale custodisce tracce profonde di secoli di navigazione, commercio, guerre, approdi e scambi culturali.

Ogni relitto rappresenta una pagina della storia del Mediterraneo. Per questo la tutela dei fondali e la collaborazione tra cittadini, istituzioni e forze specializzate restano essenziali.

La segnalazione che ha portato al sopralluogo dimostra anche quanto sia importante la partecipazione responsabile della comunità nella protezione dei beni culturali.

Mazara e la storia del mare

Mazara del Vallo, città da sempre legata al mare, si conferma un punto di grande interesse anche per la ricerca archeologica subacquea.

Il ritrovamento del relitto romano arricchisce il racconto storico del territorio e rafforza il legame tra la costa trapanese e le antiche rotte del Mediterraneo.

Nei prossimi mesi, le attività di studio potranno chiarire ulteriori dettagli sulla nave, sul carico e sul contesto in cui avvenne il naufragio.

Per ora resta il valore di una scoperta che unisce ricerca, tutela e memoria, riportando alla luce un frammento importante della storia antica custodita dal mare.


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