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Terzo mandato e parità di genere, Anci Sicilia sollecita la riforma degli enti locali

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sabato 14 febbraio 2026 - 11:30

Riforma enti locali Sicilia

Palermo – La riforma degli enti locali in Sicilia deve essere approvata in tempi brevi. È questa la posizione espressa da Anci Sicilia, che ha rivolto un appello all’Assemblea regionale siciliana affinché il disegno di legge venga votato rapidamente, considerandolo un provvedimento ritenuto essenziale per il funzionamento dei Comuni.

A sottolinearlo sono stati il presidente e il segretario generale dell’associazione, Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, che hanno evidenziato come la riforma sia attesa da tempo e necessaria per riconoscere piena dignità istituzionale agli amministratori locali, consentendo loro di operare con strumenti normativi analoghi a quelli già in vigore nel resto d’Italia.

Riforma enti locali Sicilia: i punti principali del ddl

Secondo Anci Sicilia, uno dei nodi principali riguarda la norma sul terzo mandato dei sindaci nei Comuni fino a 15 mila abitanti, già prevista in altre regioni italiane. La misura viene considerata utile anche alla luce delle prossime scadenze elettorali, poiché consentirebbe maggiore continuità amministrativa nei piccoli centri.

Un altro punto ritenuto importante riguarda l’aumento dei permessi per gli amministratori locali, tema che, secondo l’associazione, inciderebbe in modo concreto sulla possibilità di svolgere con efficacia il mandato pubblico, soprattutto nei Comuni con strutture amministrative ridotte.

Nel corso dell’intervento è stata inoltre valutata positivamente la bocciatura di una norma contenuta nel disegno di legge, che avrebbe imposto agli enti locali tempi molto stretti per l’avvio della digitalizzazione, prevedendo addirittura il commissariamento in caso di mancato rispetto delle scadenze.

Secondo Anci Sicilia, una disposizione di questo tipo avrebbe comportato costi rilevanti per i Comuni, già alle prese con difficoltà finanziarie, senza prevedere risorse aggiuntive a carico della Regione.

Per seguire l’iter legislativo e i lavori dell’Assemblea regionale è possibile consultare il sito ufficiale dell’ARS: https://www.ars.sicilia.it

Parità di genere e funzionamento dei Comuni

Tra i temi ritenuti centrali nella riforma degli enti locali in Sicilia vi è anche la norma sulla parità di genere nelle giunte comunali dei Comuni con più di 3 mila abitanti, considerata da Anci Sicilia una misura importante per garantire equilibrio e rappresentanza nelle amministrazioni locali.

L’associazione ha sottolineato come su questioni di questo tipo non sia opportuno rinviare o alimentare contrapposizioni politiche, poiché in gioco vi è l’efficienza dei servizi destinati ai cittadini e il buon funzionamento delle istituzioni locali.

Secondo i rappresentanti dell’Anci, il rischio principale sarebbe quello di rallentare un processo ritenuto indispensabile per rendere più efficiente l’organizzazione dei Comuni siciliani, in un contesto amministrativo che richiede strumenti aggiornati e regole chiare.

Il ruolo degli amministratori locali

Nel dibattito sulla riforma degli enti locali in Sicilia è stato ribadito anche il ruolo centrale degli amministratori locali, spesso chiamati a gestire servizi complessi con risorse limitate e con carichi di responsabilità sempre maggiori.

Per questo motivo, Anci Sicilia ritiene che la riforma rappresenti non soltanto un intervento tecnico, ma anche un riconoscimento istituzionale del lavoro svolto quotidianamente da sindaci, assessori e consiglieri comunali, soprattutto nei territori più piccoli.

L’obiettivo dichiarato è quello di favorire una maggiore efficienza amministrativa, migliorando al tempo stesso la qualità dei servizi offerti ai cittadini e rafforzando la capacità dei Comuni di affrontare le sfide future.

Commento della redazione

Il tema della riforma degli enti locali resta centrale nel dibattito politico regionale. Le norme su terzo mandato, permessi e parità di genere incidono direttamente sulla vita amministrativa dei Comuni e potrebbero avere effetti concreti anche nei centri della provincia di Trapani, dove la stabilità delle amministrazioni e la disponibilità di risorse restano questioni decisive.


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