Si avvicina il 16 settembre, data nella quale il Consiglio comunale di Trapani sarà chiamato ad affrontare all’ordine del giorno il tema delle decadenze, e attorno alla vicenda cresce la tensione politica. A denunciare pubblicamente un clima che definisce “pericoloso e offensivo” è il consigliere comunale Tore Fileccia, attraverso un lungo post pubblicato sui social.
Nel suo intervento, Fileccia parla di pressioni e minacce che, a suo dire, da mesi interesserebbero lui e altri consiglieri, dentro e fuori dall’aula.
“Ti leviamo la casa se voti le decadenze”, “ti svuoteremo le tasche”, “ti pignoreremo tutto”: sono alcune delle frasi che il consigliere riferisce di avere subito e che, sostiene, sarebbero state rivolte anche ad altri suoi colleghi.
Il tema, secondo Fileccia, sarebbe diventato ancora più delicato con l’avvicinarsi della seduta del 16 settembre. “Più si avvicina la data del 16 settembre con all’ordine del giorno le DECADENZE, più si intensifica la tensione e il numero di comunicati”, scrive nel post, chiedendosi: “Voi al mio posto sareste sereni?”.
Il consigliere contesta inoltre quello che considera un tentativo di condizionare il voto dei rappresentanti eletti, richiamando la necessità di rispettare le procedure previste dalle norme e dai regolamenti.
“Esistono regolamenti, norme e iter amministrativi… dopo c’è il voto”, afferma Fileccia, sostenendo però che il voto, in un clima caratterizzato dalle presunte minacce, rischierebbe di non essere più pienamente libero.
Il consigliere annuncia anche che non rilascerà interviste fino a mercoledì, spiegando di voler tutelare la propria persona in una fase che considera particolarmente delicata.
Al centro dello scontro c’è anche la questione delle modalità di votazione. Secondo Fileccia, da più parti viene invocato il voto palese, mentre, a suo giudizio, nel caso di votazioni riguardanti persone dovrebbe applicarsi quanto previsto dall’articolo 34 dello Statuto e del regolamento, con il voto segreto.
Una differenza tutt’altro che formale, soprattutto alla luce delle pressioni che il consigliere sostiene di avere ricevuto. “Il voto segreto serve proprio a cautelare i consiglieri da minacce come queste”, scrive.
Nel suo post Fileccia richiama anche un episodio riferito in aula dalla consigliera Spada, che avrebbe raccontato, circa due mesi fa, di una domanda rivoltale dal consigliere Vincenzo Guaiana relativa al numero di immobili da lei posseduti. Un episodio che Fileccia inserisce nel quadro delle pressioni che, secondo la sua ricostruzione, starebbero accompagnando la vicenda delle decadenze.
La vicenda, tuttavia, sembra andare oltre le dichiarazioni pubbliche del singolo consigliere. Negli ambienti del Consiglio comunale e nei corridoi di Palazzo Cavarretta, infatti, si raccolgono sommessamente anche altri racconti e riferimenti a presunte pressioni di natura economica e patrimoniale che sarebbero state esercitate sui consiglieri in relazione al voto. Tra le frasi che vengono riferite informalmente c’è anche quella attribuita ad un consigliere di maggioranza, secondo cui qualcuno avrebbe potuto “farsi casa nuova e scooter nuovo”.
Si tratta, al momento, di ricostruzioni e voci riferite informalmente, che non risultano accompagnate da denunce pubbliche o da provvedimenti ufficiali e che, pertanto, richiedono particolare cautela.
Il punto politico resta però quello sollevato da Fileccia: quanto può essere libero un voto quando il consigliere che deve esprimerlo sostiene di essere stato sottoposto a minacce o pressioni sulla propria situazione patrimoniale?
Sul tavolo ci sono inoltre le accuse relative all’utilizzo della pagina istituzionale per comunicazioni che Fileccia considera di natura politica, oltre alle tensioni personali e politiche che da tempo attraversano il Consiglio comunale.
La seduta del 16 settembre, dunque, si annuncia particolarmente delicata. Non soltanto per il merito delle eventuali decadenze, ma anche per il clima nel quale i consiglieri saranno chiamati a esprimersi.