Il fenomeno dei furti di automobili resta particolarmente rilevante in Sicilia, ma presenta differenze molto marcate a seconda del territorio. La provincia di Trapani, in particolare, si colloca tra quelle dove il fenomeno appare meno diffuso, soprattutto se confrontata con Palermo e Catania, che da sole concentrano la stragrande maggioranza delle denunce.
I dati elaborati da Facile.it sulla base delle statistiche del Ministero dell’Interno riferite al 2024 parlano di 15.555 autovetture rubate nell’arco di un anno in Sicilia, alle quali si aggiungono 3.549 motocicli e 1.328 ciclomotori. Numeri che fanno dell’Isola la terza regione italiana per numero di auto sottratte, dietro Campania e Lazio.
A colpire, però, è soprattutto la distribuzione territoriale dei furti.
La provincia di Palermo è nettamente in testa alla graduatoria siciliana, con 7.393 autovetture rubate, seguita da Catania con 5.709.
Numeri enormemente superiori rispetto a quelli registrati nel resto dell’Isola: Siracusa conta 742 furti, Messina 678, Ragusa 324 e Agrigento 248. Nella parte bassa della graduatoria si trovano Caltanissetta con 190 episodi, Trapani con 179 ed Enna con appena 84 vetture sottratte.
Il dato trapanese merita dunque una lettura specifica. La provincia non è tra quelle maggiormente interessate dall’ondata di furti che caratterizza alcune delle principali aree urbane siciliane. Al contrario, con 179 autovetture rubate nell’anno preso in esame, si trova nelle ultime posizioni della classifica regionale.
Una differenza particolarmente evidente se si considera che a Palermo i furti sono oltre quaranta volte quelli registrati nel territorio trapanese.
La fotografia cambia parzialmente quando si prendono in considerazione i mezzi a due ruote.
Per i ciclomotori, Trapani registra 180 furti, un dato che porta la provincia al terzo posto regionale dopo Palermo, con 495 episodi, e Catania, con 219. Per quanto riguarda invece i motocicli, nel Trapanese sono stati denunciati 74 furti, contro i 1.699 di Palermo e i 1.330 di Catania.
È quindi soprattutto sul fronte delle automobili che emerge con chiarezza la minore incidenza del fenomeno nel territorio trapanese.
Il periodo estivo impone comunque di non abbassare la guardia. Le raccomandazioni per ridurre il rischio partono dalle abitudini più semplici: scegliere, quando possibile, parcheggi illuminati, frequentati e dotati di videosorveglianza, evitando aree isolate o nascoste.
Altrettanto importante è non lasciare borse, sacchetti, monete o altri oggetti nell’abitacolo, nemmeno se di scarso valore. Un’auto apparentemente incustodita può diventare comunque un bersaglio per un tentativo di effrazione, con il rischio di danni alla vettura anche quando il furto non viene portato a termine.
Un’attenzione particolare va riservata anche alle chiavi elettroniche. Tra le tecniche utilizzate dai ladri c’è infatti la possibilità di intercettare e replicare il segnale del telecomando. Tra le contromisure suggerite figurano sistemi meccanici aggiuntivi, come bloccasterzo e blocca-pedali.
I numeri raccontano quindi una situazione articolata. La Sicilia continua a essere una delle regioni italiane dove vengono rubate più automobili, ma il fenomeno non colpisce allo stesso modo tutti i territori.
Nel Trapanese il numero delle autovetture sottratte rimane contenuto rispetto alle province che guidano la graduatoria regionale. Un elemento che non deve tradursi in una sottovalutazione del problema, ma che permette di leggere il fenomeno con maggiore precisione.
Trapani, con 179 furti d’auto, è infatti tra le province siciliane meno interessate dal fenomeno, lontanissima dai numeri di Palermo e Catania. Una fotografia che restituisce, almeno sul fronte delle autovetture, un territorio nel quale il fenomeno dei furti appare significativamente meno incisivo rispetto ad altre realtà dell’Isola.