La storia dei Florio è arcinota, ma non vengono mai approfonditi i particolari. Vorrei perciò dedicare queste 3/4 puntate ad alcuni temi meno noti. Quando parliamo di Florio e di mare pensiamo alle tonnare o alla società di navigazione, ma c’è un aspetto meno noto ma egualmente affascinante che riguarda la loro piccola flotta di imbarcazioni da diporto. Quando arrivarono a Favignana nel 1874 i Florio erano già una famiglia ricca e potente. Il primo intervento che fecero fu quello di sistemare un attracco per le loro imbarcazioni da diporto. I Florio, infatti, avevano una vera passione per il mare e per i natanti ed arrivarono a possedere ben 6 yacht, in un periodo in cui nel registro navale italiano risultavano iscritti non più di una ventina di natanti in totale. Ecco la loro piccola flotta di YACHT: ILWalkirie, il Fieramosca, il Franca, l’Aretusa, l’Aegusa e il Sultana.
Quest’ultimo era l’ammiraglia e misurava 56 metri e con esso i Florio portarono aiuti a Messina nel 1908 dopo il maremoto; ma il preferito di Donna Franca era l”Aegusa.
L’Aegusa misurava 76 metri, aveva un salone che sembrava una sala della villa dell’Olivuzza, con quadri di valore alle pareti, tende, passamanerie, poltrone e divani in pelle, tappeti persiani, la pelle di un leone completa di testa, soprammobili in argento, ritratti, decorazioni floreali sulle aperture e, in cucina, una ghiacciaia con bottiglie del miglior marsala. L’Aegusa era stata costruita nei migliori cantieri navali scozzesi e registrata nella Società Italiana di Navigazione Florio. Quando nei primi del ‘900 iniziarono le prime difficoltà economiche, i Florio la vendettero a Sir Thomas Lipton, industriale del the, che la usò per seguire la Coppa America. Allo scoppio della Prima guerra mondiale l”Aegusa fu requisito dal governo inglese, prima come nave ospedale e poi come nave da guerra. Nel 1916, mentre era ancorata nel porto di Malta fu affondata da un sottomarino tedesco. Nel 2013 i suoi resti sono stati individuati da una squadra di subacquei.
Anche il Walchirie è stato protagonista di una storia curiosa. Era un bel cutter d’acciaio e nel 1895 Vincenzo volle farlo partecipare all’America’s Cup, sebbene ciò comportasse delle ingenti spese. All’inizio della gara ci fu un avvincente testa a testa. con il Defender detentore americano del titolo. Poi l’equipaggio del Walkirie fece un errore (forse volontario) ed urtò pesantemente la chiglia del Defender mettendolo fuori gioco e riuscendo, quindi, a tagliare il traguardo. Ma la gioia di Vincenzo durò ben poco perché il Comitato tecnico squalificò il Walkirie e l’avventura si chiuse con una amara delusione e un grande sperpero di denaro.
Di tutte queste belle imbarcazioni possiamo ancora ammirare la piccola lancia di Donna Franca esposta oggi nella grande Trizzana della Camparia. Si tratta di una bella barca, costruita da mastri d’ascia inglesi con cui Donna Franca si recava ad assistere alla mattanza insieme ai suoi ospiti. Per l’occasione veniva ricoperta da un tessuto di velluto rosso così da neutralizzare eventuali schizzi di sangue. Abbiamo ragione di ritenere che abbia ospitato personaggi importanti come il Vescovo di Mazara, il Duca d’Aosta ed Eugenia de Montijo moglie di Napoleone terzo.
Naturalmente i Florio hanno gestito anche la prima importante società di Navigazione italiana, ma questa è storia nota ai più anche se è una storia lunga e complessa.
Maria Guccione