Incendi in Sicilia: incapacità o connivenza?

Vincenzo Figlioli

Punto Itaca

Incendi in Sicilia: incapacità o connivenza?

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venerdì 24 Luglio 2026 - 06:30

La lunga ondata di caldo tropicale che ha colpito la Sicilia in questo mese di luglio pare sia giunta al termine. Al di là del disagio quotidiano per le fasce più a rischio e per chi lavora (magari sotto il sole, tra i terreni agricoli e i cantieri pubblici o privati) il bilancio di queste giornate passa, soprattutto, attraverso le dolenti note che arrivano dalla Protezione Civile Regionale. Lo scorso 22 luglio – giornata particolarmente torrida – si sono registrati 350 incendi in Sicilia, 10 dei quali hanno reso necessario l’intervento dei Canadair. In uno di questi, nel nisseno, si è consumato il dramma di un vigile del fuoco, Alessandro Marchi, che ha perso la vita mentre cercava di domare le fiamme assieme ai suoi colleghi. Il dirigente della Protezione Civile Salvo Cocina parla di un attacco senza precedenti da parte dei piromani, che hanno approfittato delle giornate di allerta rossa per attuare i propri folli progetti criminali.

Poco importa se la provincia di Trapani non ha registrato eventi devastanti come negli anni scorsi, quando bruciarono la Riserva dello Zingaro e di Monte Cofano o fu distrutta la vegetazione del monte San Giuliano fino a lambire la vetta di Erice. Le immagini provenienti da Santo Stefano di Quisquinia, in provincia di Agrigento, fanno male a prescindere dalla residenza. Perchè raccontano l’ennesimo fallimento della politica siciliana, che non riesce proprio a impedire una devastazione che continua di anno in anno. Qualcuno, maliziosamente, ipotizza che ci siano interessi da proteggere, come quelli delle aziende che poi sono chiamate per la piantumazione di nuovi alberi e nuova vegetazione nelle aree bruciate. Un po’ come avviene nelle zone di guerra, quando i costruttori si fregano le mani di fronte agli ospedali, alle scuole e agli asili distrutti, fiutando nuovi business a prescindere dai “danni collaterali”. E allora, probabilmente, non è nemmeno incapacità, ma complicità, connivenza, nell’ambito di un sistema di potere che in Sicilia non sembra orientato a risolvere problemi ma a perpetuare le emergenze.

Probabilmente nelle prossime ore, sentiremo assunzioni di impegno, parole rassicuranti e di buon senso. Verranno convocati tavoli tecnici in cui ognuno pronuncerà parole di autoassoluzione. Dietro l’angolo, tuttavia, c’è il mese di agosto e i meteorologi preannunciano nuove ondate di calore con annesso alto rischio di incendi. Speriamo di non dover piangere altri morti.

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