Sulla realizzazione di un pontile galleggiante a Cala Gadir, a Pantelleria, si accende il dibattito politico e istituzionale. A sollevare dubbi è la deputata regionale trapanese del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, che ha presentato un’interrogazione al Governo regionale chiedendo verifiche puntuali sull’iter autorizzativo dell’opera. “Il punto oggi è uno solo: su Cala Gadir non è chiaro se ci siano tutti i pareri necessari per realizzare un pontile. E finché non si chiarisce questo aspetto, non si può andare avanti“, afferma Ciminnisi, sottolineando la necessità di accertare la presenza di tutte le autorizzazioni e delle valutazioni previste, soprattutto considerando la particolare delicatezza dell’area. Cala Gadir, infatti, non è un tratto di costa qualsiasi. Si tratta di un luogo unico dal punto di vista naturalistico, inserito in un contesto protetto e caratterizzato da un ecosistema fragile, dove sgorgano sorgenti termali direttamente in mare. “Servono controlli rigorosi e tutti i pareri degli enti coinvolti – spiega la deputata –. Se anche solo uno di questi pareri mancasse, sarebbe un fatto gravissimo”.

Tra le principali preoccupazioni evidenziate nell’interrogazione vi sono gli impatti ambientali legati agli ancoraggi del pontile, che potrebbero compromettere l’equilibrio delle acque e influire sulle sorgenti termali. «Se si alterano le correnti o si danneggiano le sorgenti, il rischio è di cambiare per sempre Cala Gadir. E un danno del genere sarebbe irreversibile», avverte Ciminnisi. Altro nodo riguarda la provenienza dei fondi destinati al progetto, legati alla donazione dello stilista Giorgio Armani dopo gli incendi che hanno colpito l’isola nel 2022. “Quei soldi erano destinati alla rinascita dell’isola – ricorda –. I cittadini hanno il diritto di sapere con chiarezza come vengono utilizzati e se questa è davvero la scelta più utile per la comunità”.
La parlamentare chiarisce di non voler entrare in una contrapposizione ideologica sull’opera, riconoscendo anche la valenza turistica dell’area. Tuttavia, ribadisce la necessità di un equilibrio tra sviluppo e tutela: “I legittimi interessi di crescita devono essere bilanciati con il rispetto delle regole, dei cittadini e del patrimonio ambientale e paesaggistico”. Da qui la richiesta al Governo regionale di agire con la massima prudenza: “Prima vengono le risposte, poi eventualmente le opere. Non il contrario”, conclude Ciminnisi, rilanciando la necessità di fare piena luce sull’esistenza di tutti i pareri necessari prima di procedere con qualsiasi intervento.