Iniziano, anzi siamo certi che sono già partiti. Ci riferiamo agli inviti (esortazioni, raccomandazioni ecc) che “viaggiano”, e come se viaggiano, per votare per questo o quell’altro.
A Marsala (e dalle nostre parti anche a Gibellina e Campobello di Mazara) si rinnoveranno le cariche amministrative. Non entreremo, in queste nostre note, sulle indiscrezioni legate ai candidati alla carica di sindaco. Nelle nostre testate vi teniamo informati giornalmente e anche il giorno dopo siamo certi che ci sarà un seguito, vista l’indecisione che regna in fase di trattative. Riavvolgiamo il nastro. Come formerete il vostro consenso elettorale quando vi recherete alle urne relativamente al rinnovo del consiglio comunale?
Vorremmo citare, anche perché capita spesso anche a noi, i modi come i candidati o i loro sostenitori si rivolgono per chiedere il voto. Di qualsiasi collocazione politica arrivino vi invitiamo a diffidare con quelli che, incontrandovi, iniziano con queste frasi: “Hai impegni per il voto?”; “Mi raccomando magari un voto in famiglia”; “Non ti ho mai chiesto nulla, ma stavolta il favore me lo devi fare”; “Dobbiamo cambiare, non si può votare sempre gli stessi”; “Se salgo a te ci penso io”; “L’altra volta ho votato per un tuo parente. Ti ricordi?”; “Mettiti in tasca questi fac simili e dammi una “manuzza”; e via così chiedendo.
Ora rispetto a questi metodi tradizionali si aggiungono anche i sistemi, non so se ci capite, di tipo social e ti arrivano messaggi e mail da tutte le parti. A queste richieste ci sarebbero pronte le risposte immediate. Ma noi e pensiamo anche voi che siete ipocriti, ma non cercate liti o discussioni, rispondete …non ti preoccupare. Buttate poi il fac simile e andate alle urne. Ma tanti (troppi?) formano il loro consenso su le richieste che abbiamo elencato. E la città poi è piena di buche, interi quartieri in cui alternativamente manca la luce, viabilità impossibile, strade sporche e servizi pubblici non certamente efficienti. Ma voi (e noi anche) il nostro dovere lo abbiamo fatto. Dimenticavamo c’è anche la richiesta per così dire di vicinato. Volete che non si voti per l’inquilino del terzo piano? O per il figlio del signore che abita a dieci metri da noi?
Si, proprio quello della “trazzera” vicina a a casa vostra? Abbiamo fatto un poco di sano qualunquismo, ma la storia elettorale ci ha insegnato che troppo spesso il consenso non si avvale di contenuti ma piuttosto di contenitori.