Processo Ermes 2, ridotte le pene di alcuni boss del trapanese

redazione

Processo Ermes 2, ridotte le pene di alcuni boss del trapanese

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mercoledì 07 Febbraio 2024 - 10:14

La terza sezione della Corte d’appello di Palermo ha ridotto le pene agli imputati del processo di rinvio denominato «Ermes 2». Si tratta di un’operazione antimafia condotta nella provincia di Trapani. Il giudizio era di rinvio perché l’8 maggio 2022 la Cassazione aveva parzialmente annullato la prima sentenza di appello, ordinando che per gli undici imputati venissero riviste aggravanti ed entità delle condanne.

Nell’indagine della polizia, il 20 dicembre 2016, erano stati arrestati fra gli altri, a Mazara del Vallo, Epifanio Agate, figlio del defunto capomafia Mariano, i fratelli Carlo Antonio e Giuseppe Loretta e Angelo Castelli. I Loretta rispondevano di associazione mafiosa, Epifanio Agate di estorsione aggravata dal metodo mafioso e intestazione fittizia di beni (le quote delle società My Land e Fishmar) per eludere la confisca.

Carlo Antonio Loretta è adesso sceso da 14 anni a 10 e 8 mesi; il fratello Giuseppe da 7 anni e 8 mesi a 5 anni; Grazia Maria Vassallo e Vita Anna Pellegrino, mogli rispettivamente di Giuseppe e Carlo Antonio Loretta, hanno avuto una riduzione di otto mesi, venendo condannate a un anno ciascuna; per Rachele Francaviglia, moglie di Epifanio Agate, che aveva avuto un anno e mezzo, è stata dichiarata la prescrizione; l’ex giornalista Filippo Siragusa (che si era dimesso dall’Ordine subito dopo avere appreso di essere indagato) ha avuto un anno e quattro mesi, con una riduzione rispetto alla condanna (due anni); Agate ha avuto 3 anni e 8 mesi, perché assolto già in primo grado dall’estorsione e condannato per l’intestazione fittizia; Angelo Castelli due anni per favoreggiamento aggravato. Prescrizione anche per Nicolò Passalacqua (aveva avuto un anno e 4 mesi), la cittadina russa Nataliya Ostashko (un anno e due mesi), e per il marito Francesco Mangiaracina (10 mesi e 20 giorni), cognato dell’ex capomafia mazarese Vincenzo Sinacori, da anni collaboratore di giustizia.

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