I nodi arrivano al Ponte

Claudia Marchetti

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I nodi arrivano al Ponte

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venerdì 15 Dicembre 2023 - 07:00

Erano tutti d’amore e d’accordo, tranne il centrosinistra naturalmente, sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina per collegare su strada la Sicilia con la Calabria e quindi la “terra ferma”.

Tralasciando tutte le motivazioni dei no, partendo dall’aspetto legato ai rischi sismici che andrebbero ad intaccare non solo l’opera ma di conseguenza anche la sicurezza di tutti, sembra essere iniziato un vero e proprio scontro, al momento ancora sibillino, tra il Governo regionale quello Nazionale.

E’ il piano dello scontro è sempre di tipo economico. l’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni infatti ha ridotto i fondi stanziati per il Ponte sullo Stretto, per il quale la Giunta regionale si era impegnata a destinare un miliardo di risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 ma adesso, la quota di compartecipazione della Regione sale a 1,3 miliardi di euro e Schifani non ci sta. E con lui le forze politiche di destra e di sinistra.

Dalla Presidenza della Regione si precisa che la decisione governativa non è mai stata condivisa dall’esecutivo regionale pur ribadendo la totale disponibilità verso la realizzazione del Ponte; Forza Italia definisce”inammissibile” la scelta di prelevare 1,3 miliardi dal Fondo per la coesione destinato alla Sicilia e 300 milioni da quello della Calabria. Per il PD Schifani è stato addirittura raggirato dagli ‘amici’ Meloni e Salvini. Mentre quest’ultimo definisce la compartecipazione di Sicilia e Calabria più che ragionevole.

Dopo l’approvazione a maggio del ddl recante le disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stradale e tutte le polemiche che l’iter si è trascinato da quando Giorgia Meloni e compagni si sono insediati a Palazzo Chigi, facendo del Ponte sullo Stretto un baluardo – o uno specchietto per le allodole – del Meridione, alla fine l’inizio dei lavori è stato annunciato per l’estate 2024 per poi concludersi nel 2030. Adesso un altro difficile divario da superare che porterà a una diatriba politica non indifferente all’interno della stessa coalizione di centrodestra con la prospettiva che il Ponte, semplicemente, non si farà mai. 

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