Covid-19: test rapido coreano. Ecco come funziona

redazione

Covid-19: test rapido coreano. Ecco come funziona

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venerdì 17 Luglio 2020 - 07:16
Covid-19: test rapido coreano. Ecco come funziona

La sperimentazione è partita in Veneto e forse si farà anche in Lombardia

Dalla Corea del Sud arriva un test rapido – dà la risposta in 10 minuti – per i contagi da Covid-19. Il tampone, che costa 12 euro, si sta sperimentando in Veneto e, se darà i risultati sperati, si prenderà “in considerazione la possibilità di inserire il test diagnostico nel Piano di sanità pubblica“, come ha detto il presidente Luca Zaia.

Roberto Rigoli, primario di microbiologia dell’ospedale di Treviso, ha commentato: “Non è sensibile agli anticorpi, come i test precedenti, ma al germe stesso. Abbiamo chiesto alla ditta sudcoreana di spedirci alcuni dispositivi in prova perché riteniamo che il test rapido possa rappresentare un approccio diagnostico nuovo necessario per affrontare i nuovi focolai: nelle ultime settimane le manifestazioni del virus si sono spostate dagli ospedali al territorio. In Veneto assistiamo alla comparsa di focolai, legati soprattutto a casi di importazione da altri Paesi, come il caso dell’imprenditore tornato dalla Serbia o al più recente rientro di persone dal Kosovo“.

Ha poi continuato spiegando il suo funzionamento: “Il test viene eseguito nel seguente modo: si effettua il tampone rinofaringeo esattamente con la stessa modalità che viene indicata nella metodica classica; il tampone viene stemperato in una provetta con un liquido che stabilizza l’antigene; infine vengono depositate alcune gocce su di un supporto (simile a quello utilizzato per il test di gravidanza) comunemente chiamato “saponetta”. Il liquido inizia a migrare e, se è presente l’antigene virale, questo viene catturato in una zona dove precedentemente sono stati fissati anticorpi specifici verso Covid-19. In caso di positività il legame genera una reazione cromatografica che genera una banda rossa facilmente rilevabile ad occhio nudo“.

Un test rapido che permette ai medici di isolare in maniera tempestiva i casi positivi al virus. Come lo stesso professore ha spiegato, questo tampone coreano funziona, ma la sperimentazione ancora è in atto. Ha poi chiarito che i test sierologici sono in grado di evidenziare l’infezione, ma non riescono a dire se è in atto in quel dato momento. Il tampone coreano, invece, evidenzia la presenza del virus nel momento in cui viene eseguito.

Un altro aspetto molto importante è che il test evidenzia solo una carica virale alta, quella in grado di contagiare e non rileva le persone che hanno il Covid con una carica bassissima tanto da non rappresentare un problema né per sé né per gli altri. “Vengono identificati solo i positivi con una carica virale abbastanza elevata: soggetti che possono ammalarsi e probabilmente contagiare altri. Gran parte dei soggetti negativi al test rapido risulterebbero probabilmente positivi in biologia molecolare, ma sono portatori di un virus non replicante“, ha concluso Rigoli.

Ora la sperimentazione potrebbe anche partire in Lombardia.

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