Chirco (Cisl). “La crisi a Marsala si combatte con il rilancio dell’edilizia pubblica”

Gaspare De Blasi

Chirco (Cisl). “La crisi a Marsala si combatte con il rilancio dell’edilizia pubblica”

Condividi su:

mercoledì 04 Dicembre 2019 - 07:00
Chirco (Cisl). “La crisi a Marsala si combatte con il rilancio dell’edilizia pubblica”

Antonio Chirco è il responsabile comunale di Marsala per la Cisl da oltre 15 anni.

Segretario, sta per concludersi il quinquennio amministrativo iniziato nel 2015, che giudizio si è fatta la sua organizzazione sindacale?

“Ad ogni richiesta di incontro con i nostri rappresentanti, abbiamo trovato la massima disponibilità e questo debbo dire che in passato non sempre si era verificato. Altro discorso è se alle nostre richieste e segnalazioni sia stato dato seguito. Quasi mai questa eventualità si è verificata. E dire che di occasioni se ne sono presentate”.

Vogliamo parlare di qualche caso in particolare?

“Quando si trattò di preparare il nuovo bando per la raccolta differenziata a Marsala, dicemmo all’amministrazione che affidarsi ad un progetto redatto da professionisti esperti di altre realtà era sbagliato. La risposta ora è sotto gli occhi di tutti: la raccolta avviene in modo difficoltoso, spesso a macchia di leopardo. In alcune zone, penso al centro urbano, scimmiottare esperienze utili in altri comuni del nord Italia ed “importate” a Marsala, ha fallito l’obiettivo. Oggi la città è certamente più sporca. Certo non tutto è colpa del bando sbagliato, sul banco degli imputati vanno messi i cittadini incivili e i ritardi dell’ Energetikambiente”.

Voi più volte avete segnalato il problema della viabilità nel centro urbano…

“La cosiddetta zona Ztl senza le telecamere funzionanti e senza alcun servizio dei vigili urbani non funziona. Il centro si va sempre più “popolando” di motorini e di vetture che non hanno il permesso per transitare e sostare”.

Quali sono i settori economici che più hanno risentito della crisi?

“In primo luogo l’edilizia. Non ci sono più cantieri privati. La gente non costruisce e forse neppure ristruttura. Intere generazioni di muratori e carpentieri sono scomparsi. Alcuni sono emigrati, ma si tratta di gente di una certa età che all’improvviso non sa più come mantenere la famiglia. Questo abbiamo chiesto al sindaco e all’assessore. Rilanciare l’edilizia pubblica”.

Ma mai nel recente passato la città è apparsa piena di cantieri appaltati dal comune come in questo momento.

“Qui torniamo al discorso di prima. Abbiamo detto all’amministrazione di inserire nei bandi l’utilizzo di un quota di manodopera locale, ci era stato promesso un impegno in questa direzione, invece vediamo che le ditte aggiudicatrici utilizzano tutte la manodopera delle loro zone. Poi c’è il settore dell’agricoltura con in modo particolare quello relativo alla vitivinicoltura. Gli agricoltori non riescono più a “sopportare” il peso economico della gestione perché il prodotto finito viene venduto sottocosto. In tanti stanno abbandonando il raccolto”.

Quelli che continuano a volte si avvalgono di manodopera reclutata dai caporali.

“Il fenomeno l’abbiamo più volte denunciato, da quando ci sono gli arrivi di extracomunitari sub-sahariani si è ancora più acuito. Intendiamoci noi siamo per dare ospitalità a quanti lasciano il loro paese in cerca di un lavoro seriamente retribuito. Ma qui stiamo assistendo, grazie a fenomeni di questo genere, che fanno la fame come la facevano a casa loro. La Cisl è in prima fila nella lotta ad ogni sfruttamento”.

In queste settimane voi avete fatto un braccio di ferro con la categoria degli artigiani panificatori contro il ventilato aumento del prezzo del pane.

“I panificatori e i loro rappresentanti sindacali anche a livello provinciale, citano il notevole aumento delle materie prime per giustificare la loro posizione. Questo riferimento è molto generico: a che cosa si riferiscono? All’aumento del costo del petrolio, della legna o all’aumento del prezzo della farina? E se l’aumento è riferito a questa materia prima, di quanto è aumentata? Tirano in ballo sempre l’abusivismo che incide sulle loro vendite. Noi vediamo che le forze preposte al controllo esercitano quotidianamente il loro mestiere. In questa vicenda però come sindacato ci disturba il silenzio e l’indifferenza delle autorità istituzionali”.

Al nuovo sindaco cosa chiede la Cisl di Marsala?

“Speriamo di avere l’occasione di fare le nostre proposte ai candidati, così la gente avrà più elementi per scegliere. Chiediamo con forza il rilancio del settore edile tramite cantieri pubblici”.

Condividi su: