Omicidio colposo per ritardi nei soccorsi: a processo due medici e due infermieri dell’ospedale di Alcamo

redazione

Omicidio colposo per ritardi nei soccorsi: a processo due medici e due infermieri dell’ospedale di Alcamo

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giovedì 31 Maggio 2018 - 16:36

Si è tenuta ieri mattina l’udienza preliminare dinanzi al gup di Trapani Caterina Brignone in cui sono imputati due medici M.L. ed F.P. e due infermieri  A.F. ed S.M.G. in servizio presso l’ospedale di Alcamo. La vicenda risale allo scorso 25 gennaio 2017, quando la signora Francesca Milazzo, 39 anni di Alcamo, sposata con una figlia, lamentando una cefalea si era recata sia presso la Guardia Medica, che presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Vito e Santo Spirito di Alcamo. Una diagnosi probabilmente non corretta ma poi, quando ci si era forse resi conto di qualcosa di più grave, il trasferimento presso l’Ospedale  Villa Sofia di Palermo in ambulanza. Secondo il capo d’imputazione, “il primo trattamento sarebbe stato praticato con oltre 13 ore di ritardo, cagionando un aggravamento irreversibile delle condizioni cliniche e, quindi la morte, che sopravveniva in data 8.02.2017”.

Adesso i due medici e i due infermieri che l’hanno avuta in cura per primi sono chiamati dalla Procura di Trapani a rispondere di omicidio colposo per le omissioni e i ritardi sulla diagnosi. All’udienza preliminare si sono costituiti parte civile il marito e la figlia nonchè la sorella della signora Milazzo con gli avvocati Baldassare Lauria, Laura Ancona e Sebastiano Dara. Ammesse come parti civili anche la associazioni Defensio e Osservatorio per la legalità, assistite rispettivamente dai loro procuratori, avvocati Valerio Duca e Carlo Pugliese, entrambi del Foro di Trapani.

I quattro sono stati pertanto rinviati a giudizio dinanzi al Tribunale monocratico presieduto dal giudice Chiara Badalucco. L’apertura del dibattimento è fissata per il prossimo 20 settembre. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Rosa Alba di Gregorio del Foro di Palermo, Piera Stabile, Vincenzo Abate, Mario Sanacore, Giuseppe Mannina e Andrea Chiarelli tutti del Foro di Trapani.

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