I commenti al voto in provincia di Trapani

redazione

I commenti al voto in provincia di Trapani

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Monday 05 March 2018 - 19:05

19.00: Parlamentare europeo da 4 anni, l’alcamese Ignazio Corrao è stato anche il coordinatore nazionale della campagna elettorale di Luigi Di Maio. Questo il suo commento sul voto: “Quando il cittadino è libero di esprimere la propria preferenza svincolato dal giogo del voto controllato e dal meccanismo clientelare, questo è il risultato, cioè che l’elettore si riappropria della propria volontà e che soprattutto ha il piacere di tornare alle urne. Avete visto che campagna elettorale è stata? I partiti hanno giocato a nascondino. I cittadini hanno compreso che chi prometteva di risolvere loro i problemi, era proprio chi quei problemi li aveva creati. Noi ci abbiamo messo il cuore e l’anima, siamo stati sempre presenti sui territori e continueremo ad esserlo. E’ un risultato storico, ci aspettavamo questi numeri, ma vederli nero su bianco è un’altra cosa. E’ un risultato che dá speranza a una generazione di giovani, ma anche e soprattutto di cinquantenni che credono nella possibilità di riscatto per una terra disgraziata e bellissima come la Sicilia. Ci aspettiamo adesso che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con il suo consueto equilibrio, si faccia garante della volontà degli elettori di tutta Italia che hanno dato al Movimento 5 Stelle un consenso che non ha pari – conclude Corrao – e che non può e non deve essere ignorato”.


In attesa dell’attribuzione definitiva dei seggi, il day after del voto restituisce il consueto panorama di dichiarazioni e commenti da parte dei principali protagonisti di questa campagna elettorale e, più in generale, della politica trapanese.

Esulta naturalmente Piera Aiello, eletta alla Camera all’uninominale con il M5S. La testimone di giustizia ringrazia il Popolo Siciliano per aver dimostrato, con la matita “che quella cappa che premeva il cielo della Nostra Sicilia è stata soffiata via da una corrente inarrestabile di Speranza e di Onestà”. “Il 30 luglio 1991, esattamente 27 anni fa, ho dovuto lasciare la mia terra. Ieri, 4 Marzo 2018, sono tornata da Cittadina Libera, con lo scopo di far riscoprire a Tutti Noi, Siciliani, Quel Fresco Profumo di Libertà che ostacolerà il puzzo di compromesso morale”.

Diverso lo stato d’animo tra le file del Pd. Nonostante una campagna elettorale non ha lesinato energie ed entusiasmo, resta fuori dalla Camera dei Deputati Anna Maria Angileri, verosimilmente penalizzata dal trend negativo del Pd su scala nazionale e regionale. Questo il post pubblicato sul suo profilo Facebook: “Cari amici, volevo ringraziarvi di cuore per l’affetto che avete dimostrato in questi giorni di dura campagna elettorale, siete stati straordinari, la vostra vicinanza è stata la mia forza. Purtroppo, quando si naviga controvento, anche il migliore equipaggio finisce per cedere alla furia delle onde e a non arrivare in porto. Nessun rimpianto, abbiamo lavorato bene, resterà il ricordo di un bel percorso fatto insieme e la costruzione di una bella squadra unita negli intenti e negli ideali. Un sorriso, Anna Maria”.

Parole di ringraziamento per i propri sostenitori le spende anche Paolo Ruggirello: «Al di là del risultato mi corre l’obbligo di ringraziare tutti coloro i quali mi hanno dato fiducia, sposando la mia battaglia che sapevo essere assai difficile. Chiaramente non è finita come speravo ma bisogna sempre accettare i verdetti delle urne, anche i più amari, perché sono frutto delle scelte del popolo. Ritengo che sia stata, per me, un’esperienza intensa ed importante, in termini di conoscenza del territorio del grande collegio e di nuovi rapporti di amicizia che coltiverò nel tempo. Ne farò tesoro per il mio futuro. Auguro buon lavoro ai nuovi eletti ma resta l’amarezza per il fatto che questa provincia non sia riuscita ad eleggere un numero adeguato di propri rappresentanti, intendo nati e cresciuti qui. Ma tutto questo non scalfisce il mio amore per questo territorio. Io per Trapani ci sono e ci sarò sempre»

Delusione anche per Daniele Nuccio di Liberi e Uguali: “I risultati di questa tornata elettorale rendono l’idea su quale sia la mole di lavoro da mettere al centro della nostra azione a partire da domani. Era nell’aria una preoccupante avanzata delle destre, questa è la cosa che mi preoccupa di più su scala nazionale, quella destra xenofoba che mina alla base la tenuta dei principi sui quali si fonda il nostro Paese; così come abbastanza chiara era la disaffezione della gente, quel malcontento che ha finito per tributare un consenso bulgaro al Movimento 5 Stelle anche nel nostro territorio. Tutto questo impone una seria riflessione. Ringrazio di cuore quanti ci hanno accompagnato in questo difficile percorso, quanti hanno scelto il voto consapevole, libero, il voto di chi non si abbandona alla protesta ed alla speculazione sulla paura della gente. Abbiamo condotto una battaglia a viso aperto, come sempre abbiamo fatto. Abbiamo favorito il confronto, le argomentazioni su temi che nessuno ha voluto affrontare. Guardando al mio territorio sento l’esigenza di ringraziare quanti hanno creduto nella proposta politica che attraverso la mia persona abbiamo avuto modo di rilanciare, per questo non possiamo smobilitare. Un’analisi attenta, schietta, la tappa obbligata dalla quale ripartire. Lo devo ai tanti giovani che mi hanno supportato in queste settimane, ragazze e ragazzi che non si rassegnano all’idea di vedere il proprio territorio mortificato da un certo modo di fare politica. Oggi perde il centro-sinistra, le responsabilità non stanno solo da una parte ovviamente ma non si può non riconoscere almeno oggi che l’indirizzo che questo ha preso negli ultimi anni ha favorito la debacle. Non possiamo smobilitare, non dobbiamo. Sapere di poter contare sulla stima e sull’affetto di tanta gente nella mia comunità mi lascia pensare che il sentiero che in questi anni abbiamo tracciato deve assolutamente essere percorso. Nell’assoluto interesse del territorio, nel nome di quanti credono che la lealtà e l’onestà intellettuale siano vaolri imprescindibili. Per quanti credono che l’impegno a viso aperto e senza padroni, la determinazione di condurre battaglie anche quando le condizioni non sono delle più favorevoli, per chi crede che tutto questo messo assieme possa risultare quale argine alla deriva che oggi ha avuto la meglio”.

Il socialista Nino Oddo addebita il tracollo del centrosinistra e della lista Insieme al “vento che soffia da alcuni anni nel mondo occidentale” che ha generato la Brexit in Inghilterra, Trump negli Usa e la crescita della Le Pen in Francia. “Dal 1994 – aggiunge l’ex deputato regionale – chi governa perde le elezioni successive. E’ successo anche stavolta. I socialisti in questo contesto ovviamente subiscono pro quota la stessa sorte dell’intero centrosinistra. In base ai numeri che escono dalle urne logica vorrebbe che ci sia spazio solo per un governo che velocemente produca un nuova legge elettorale che riporti gli italiani al voto. Ma se conosco bene questo paese cambierà tutto per non cambiare niente. Il centrodestra raccatterà con facilità i parlamentari che le mancano. Ci sono già tutti i deputati pre-espulsi dai grillini che non aspettano altro…”

Come prevedibile, la sconfitta del centrodestra in Sicilia e il risultato trapanese comporteranno una nuova resa dei conti all’interno di Forza Italia. L’ex senatore Antonio D’Alì, estromesso dalle liste dopo sei legislature consecutive a Palazzo Madama accusa: «La Sicilia a guida Miccichè/Musumeci rovina la festa al centrodestra e al presidente Silvio Berlusconi. Per arginare l’ondata grillina occorrevano ben altre candidature, nei collegi ed ancor più nei listini. I siciliani si sono invece trovati sulle schede nomi completamente distanti, territorialmente e rappresentativamente, dalle proprie legittime aspettative, nomi che nulla avevano da raccontare agli elettori, né un passato di cose buone fatte, né un progetto di cose buone da fare per la Sicilia. Paradossalmente l’unico a dire qualcosa per la Sicilia è stato il presidente Berlusconi, ma nessuno dei suoi rappresentanti è stato in grado di dare contenuti reali alla sua idea del “piano Marshall”. Peccato, bastavano scelte meno “condominiali” per portare a casa quei collegi, quelle percentuali e quegli eletti utili a determinare un quadro più solido di governabilità nazionale per il centrodestra. Qualcuno non ha compreso a dovere che la Sicilia è sempre determinante». «Speriamo che il presidente Berlusconi voglia finalmente mettere a fuoco ciò che veramente accade in Sicilia – prosegue D’Alì -, dove la recente vittoria alle regionali, che doveva essere il famoso traino per le elezioni politiche, è stata immolata sull’altare di un esecutivo ansimante e spesso distratto, e di una presuntuosa presidenza dell’ARS, che ha già sollevato il malcontento della maggior parte dei nostri parlamentari. Nel disastro spicca ancora una volta quale peggior risultato Siracusa, nonostante le continue attenzioni in termini di ministeri, pluricandidature, assessorati e spazi di potere interni al partito. A Forza Italia in Sicilia occorre una nuova guida».

Di diverso avviso il deputato regionale forzista Stefano Pellegrino: “Le percentuali di voto in favore di Forza Italia confermano il sostegno forte di questo territorio ad un progetto politico serio e concreto. La Provincia di Trapani si conferma tra le province  più azzurre della Sicilia. L’impegno profuso in campagna elettorale dai candidati forzisti Scilla e Intorcia, costituisce la nuova valida piattaforma programmatica per una appropriata ed adeguata organizzazione del partito nel territorio”.

Di spaccato del Paese “a dir poco inquietante” parla invece l’onorevole Eleonora Lo Curto (Udc). “Vincono l’anti politica e i partiti che sono fuori e contro il “sistema”.Vincono soprattutto dove c’è povertà materiale , morale e culturale , dove la politica urlata parla il linguaggio oltraggioso e violento dei tanti disoccupati e disperati, che non hanno cognizione di quanto sia importante avere cultura e cultura politica per affrontare le sfide poste dalla geopolitica. Vincono anche grazie alla supponenza e all’autoreferenzialità dei partiti tradizionali che, incapaci di ascoltare i propri elettori e la base territoriale, hanno voluto una legge elettorale che garantisse, in caso di vittoria, l’elezione di un esercito di fedelissimi e non della migliore e più rappresentativa classe dirigente. A noi che in Sicilia siamo stati eletti a sostegno di Nello Musumeci il compito di invertire questa indegna tendenza, operando le scelte giuste per fare risorgere l’economia della nostra terra, sconfiggere la disoccupazione e lottare concretamente contro la mafia e la corruzione”.

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