Una città allo sbando – cittadini abbandonati a se stessi

redazione

Una città allo sbando – cittadini abbandonati a se stessi

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martedì 13 Giugno 2017 - 16:46

Carissimo Direttore,  quale cittadino di questa meravigliosa città, mi corre l’obbligo di segnalarle l’abbandono e la totale assenza di una Amministrazione comunale priva di qualsiasi iniziativa a favore dei propri concittadini, abbandonandoli al loro destino anche in gravi calamità, facendo solo ‘passerella’. Nel primo pomeriggio di venerdì  2 scorso, verso le 13,45, ignoti davano fuoco a della sterpaglia e rifiuti abbandonati all’interno di un appezzamento di terreno attiguo ad una cava di tufi insistente nelle immediate adiacenze delle abitazioni di ‘ Villa Petrosa’.

Nella circostanza il fuoco appiccato, alimentato dal vento di scirocco, si allargava con celerità bruciando qualsiasi materiale che incontrava nel suo cammino, innalzando dei fumi neri di diossina. La densità dell’incendio ed il forte calore emanato,  abbatteva parte del muro di cinta della cava, interessandone l’interno con colate di gomma incendiata. La cava in questione, pur essendo recintata era  diventata una e vera propria discarica  di gomme d’auto e camion, di plastica adoperata per la copertura delle serre ed inoltre di materassi, di frigoriferi di lavastoviglie ed altro materiale combustibile ed altamente inquinante. I vigili del fuoco, giungevano dopo qualche ora perché impegnati in altri incendi in provincia, operando mediante il cambio turno, per 12 ore consecutive, ‘sparando’ sull’incendio ormai diffuso, ‘cannonate’ di schiuma ed al termine non si sa quante botti di acqua che attingevano anche dalla autobotte comunale. Purtroppo l’intervento serviva solo ad attenuare l’incendio ed in alcune parti anche a spegnerlo.

Alle 4,30 di sabato, i vigili del fuoco lasciavano il posto dichiarando l’impossibilità di continuare per l’enorme cumulo di materiale infiammabile, suggerendoci di provvedere mediante la copertura dei fuochi tramite apporto di  sabbia o terra, per soffocarne le fiamme. Colgo l’occasione per dire grazie ai Vigili del Fuoco di Trapani e Marsala, che seppur consapevoli  dell’impossibilità di spegnere l’incendio, si sono adoperati anche con l’ausilio di bombole di ossigeno e maschere antigas a raggiungere le masse di plastica incendiate; un altro grazie anche all’operatore comunale che da me invitato, si rendeva disponibile sino al termine delle operazioni, a far da spola dall’acquedotto di S. Anna  a ‘Villa Petrosa’.

Alle prime luci dell’alba, l’acqua riversata, si evaporava dando origine a nuovi focolai che emettevano immense  nuvole di fumo nero che dato il cambio del vento, annebbiava densamente le contrade attigue di S. Anna e Santo Padre, i cui abitanti erano in parte costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. L’Amministrazione comunale, invitata da un abitante di ‘Villa Petrosa’, si presentava solo alle 16,30 di domenica 4 u.s. e facendo del loro meglio (rappresentanza) tramite il Vice Sindaco Agostino LICARI ed il Consigliere Calogero FERRERI, si prodigavano a far ‘promesse’ di intervento immediato con parole politichesi, che si sono dimostrate (come peraltro avevo previsto), solo di propaganda politica; infatti gli interventi tempestivi a partire già dall’indomani, sino a tutt’oggi non hanno avuto realizzazione. Ed intanto il fuoco continuava ad ardere ed i fumi tossici ad intossicare, secondo la direzione del vento, gli abitanti delle tre contrade.

Solo grazie alla decisione presa dai ‘condomini’ di ‘Villa Petrosa’, che si sono addossati le spese, si è dato inizio dopo 8 giorni (perché in attesa dell’intervento comunale) a soffocare quasi tutti i focolai mediante lo scarico di ben 180 m3 di materiale di scarto di cava (sabbia e pezzame) ed inoltre per ben 4 ore con gettito di acqua al fine di costruire un ‘ombrello’ su tutta la cava. In detta mattinata di sabato 10 scorso, verso le 11,00, si presentava il Sindaco Dott. Di GIROLAMO Alberto, il Comandante dei Vigili urbani D.ssa CUPINI, accompagnati dal loro autista e dai vigili urbani, i quali tenendosi a debita distanza dagli ultimi focolai rimasti ancora attivi, prendevano cognizione del disastro ambientale consumatosi. Raggiungevo la compagnia e parlando con il Sindaco, mi riferiva che il lunedì successivo (11.06.2017 ndr) sarebbero intervenuti i responsabili dell’ARPA per una valutazione dei danni e che comunque, l’amministrazione si prendeva carico di bonificare, mediante lo scarico di inerti, l’intera cava.

Stante che quanto riferitomi dal Sindaco non corrisponde a quanto previsto dall’art.186 del Testo Unico sull’Ambiente che prevede la rimozione dei rifiuti e l’isolamento della falda acquifera ( detta falda alimenta i pozzi comunali di S. Anna) con tecniche idonee   quali uno strato di argilla compatta, una geomembrana, uno stato drenante ed uno di terreno vegetale, con differenti spessori, mi sembra assurdo che tali interventi non avranno mai realizzazione per i costi da affrontare, sperando che non succeda mai più di restare soli ed abbandonati al nostro destino. Mi preme ringraziare, la ditta di movimentazione terra V.& M. C. ed il loro autista Giovanni, che vista la necessità sono intervenuti nella giornata di sabato e di oggi pomeriggio, e soprattutto il Sig. VERDONE Giacomino ed il figlio Salvatore, che si sono adoperati con la pala meccanica a fornire il materiale e spianare la strada al mezzo pesante, per consentirne il prezioso scarico.

Salvatore Gabriele Adamo

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