Castelvetrano: il coordinamento provinciale di Libera invita il consigliere Giambalvo a dimettersi

redazione

Castelvetrano: il coordinamento provinciale di Libera invita il consigliere Giambalvo a dimettersi

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mercoledì 27 Gennaio 2016 - 18:06

Duro intervento da parte del coordinamento provinciale di Libera, a proposito del consigliere Lillo Giambalvo e del suo recente ritorno in aula per partecipare ai lavori del massimo consesso civico castelvetranese. Nel manifestare il proprio disappunto rispetto alla vicenda, con una nota inviata agli organi di stampa Libera, con riferimento a Giambalvo, ricorda che “l’assoluzione dal reato contestatogli nel processo in cui è stato giudicato, definito con sentenza di primo grado non definitiva, non elimina la responsabilità morale e politica per le affermazioni da lui proferite e cristallizzate nelle intercettazioni operate dalle forze inquirenti”.

“Riteniamo – prosegue la nota di Libera – che un rappresentante delle istituzioni che inneggia alla figura di Matteo Messina Denaro (già condannato per stragi ed omicidi efferati per nome e per conto di cosa nostra) non può sedere sugli scranni di un consiglio comunale, luogo di rappresentanza e di attività politica finalizzata al bene comune. Il problema che poniamo non verte sulla sussistenza di profili di responsabilità penale in capo allo stesso, in tal senso l’associazione Libera ha già preso posizione costituendosi parte civile (anche nei suoi confronti) nel processo a suo carico, ma verte sulla opportunità dello stesso di rappresentare le istituzioni. Come si può tollerare di avere a rappresentare la collettività un individuo che asserisce di essere disposto a scontare 30 anni di galera pur di salvare il pregiudicato Matteo Messina Denaro da un eventuale arresto “da parte degli sbirri”; o ancora che anela all’omicidio di uno dei figli di Cimarosa Lorenzo perché sta iniziando a parlare con i magistrati. Qual è il senso dello stato, della legalità, della giustizia che il consigliere Gianbalvo rappresenta? Non potendoci avvalere di una normativa alla quale appellarci per poter imporre al consigliere Gianbalvo le dimissioni forzate, siamo costretti a rivolgerci a lui direttamente, facendo appello al suo senso di vergogna e di incompatibilità nel rappresentare la gente onesta di Castelvetrano, rassegnando così immediatamente le proprie dimissioni da rappresentante nel consiglio comunale”.

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