Omicidio colposo, un testimone dice di aver visto l’urto tra Francesco Sciacca e l’auto

Chiara Putaggio

Omicidio colposo, un testimone dice di aver visto l’urto tra Francesco Sciacca e l’auto

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lunedì 23 Giugno 2014 - 10:15
Omicidio colposo, un testimone dice di aver visto l’urto tra Francesco Sciacca e l’auto

Nuova udienza del processo che vede imputata Francesca Ferrera per il reato di omicidio colposo. Il procedimento è scaturito dall’incidente stradale verificatosi il 15 novembre del 2011, in seguito al quale perse la vita il pensionato Francesco Sciacca. In particolare la signora Ferrera, difesa dall’avvocato Giovanni Galfano, è accusata di avere cagionato il decesso del pedone Francesco Sciacca, per non essersi accertata, prima di riprendere la marcia (al fine di immettersi nella via Salemi provenendo dalla strada denominata nuova) della presenza dell’anziano, il quale in quel momento stava trasportando un piccolo carrello metallico porta oggetti lungo la via Salemi. Quel giorno il signor Sciacca cadde e batté la testa sul manto stradale, riportando un trauma cranico con otorraggia. Il pensionato è deceduto il giorno seguente. In tribunale i figli della vittima sono assistiti dall’avvocato Baldassare Lombardo. Davanti al giudice del Tribunale penale di Marsala, Riccardo Alcamo nell’ultima udienza è stato ascoltato l’ultimo dei testimoni: Vito Giacalone, che ha detto di aver visto la collisione. In una precedente udienza erano stati ascoltati in merito, gli ispettori della polizia municipale che all’epoca effettuarono i rilievi: Tommaso Trapani, coordinatore dell’ufficio infortunistica, che ha redatto gli atti del sostituto procuratore Brandini e Antonino Pellegrino, i quali hanno dichiarato di essere intervenuti sul luogo dell’incidente dopo un’ora, quando i veicoli erano stati spostati e il ferito trasportato all’ospedale. A fronte delle domande poste dall’avvocato Galfano i testi hanno dichiarato di non avere rilevato alcuna traccia di frenata, di non avere rinvenuto sul veicolo dell’imputata graffi, scalfiture, deformazioni ascrivibili al contatto con la vittima o con il carrellino che lo stesso trasportava; inoltre, hanno riferito che la banchina della via Salemi creava un dislivello con il manto stradale. Ha deposto anche il medico del pronto soccorso Antonino Guarnotta e l’infermiere  Antonino Scalia, i quali hanno spiegato che Sciacca è giunto all’ospedale in stato comatoso e che, dopo una prima TAC, è stato ricoverato presso il reparto di medicina interna, in quanto ritenuto non operabile dal neurochirurgo interpellato.

La prossima udienza si terrà il 9 luglio, per consentire alle parti di presentare ulteriori richieste di prova (ex art. 507), poi si passerà alla discussione finale.

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