Daniele D'Alessandro 23 Agosto 2026, 13:30 Dati negativi, un secondo posto che non fa piacere....
Dati negativi, un secondo posto che non fa piacere. Anzi, tutt’altro. La Sicilia si conferma una delle regioni più colpite dalle frodi creditizie, collocandosi al secondo posto a livello nazionale per numero di casi rilevati. Ciò è quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio CRIF–Mister Credit che prende in esame i fenomeni legati al furto d’identità, alle richieste fraudolente di prestiti e finanziamenti e all’utilizzo illecito dei dati personali, anche attraverso informazioni esposte sul dark web. Secondo i dati riportati nello studio, nel 2025 la Lombardia rappresenta il 15,3% dei casi rilevati, confermandosi al primo posto. Subito dopo arriva la Sicilia, con il 13%, in crescita rispetto al 12,7% del 2024. Al terzo posto si piazza invece la Campania, con il 12,9%, in lieve diminuzione rispetto al 13% dell’anno precedente. A preoccupare, come detto, è però il dato relativo all’Isola: i numeri evidenziano una variazione positiva del 2% rispetto al 2024. L’Isola non è soltanto stabilmente nella fascia più alta della graduatoria, ma registra anche un incremento dei casi intercettati dall’Osservatorio. Un andamento che conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla protezione dei dati personali e sui sistemi di accesso al credito.
Urzì (Fabi): “Frodi credizie lato negativo della digitalizzazione”
Ai microfoni del Quotidiano di Sicilia è intervenuto Gabriele Urzì, dirigente nazionale del sindacato bancario Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo, il quale ha espresso il proprio parere sul report, indicando quali siano le caratteristiche e i problemi che fanno della Sicilia la seconda regione più fragile d’Italia: “Le frodi creditizie vengono effettuate soprattutto su finanziamenti, sui cosiddetti “buy now pay later” (pagamenti a rate) attraverso il furto dei dati personali. Sui telefoni e sulle mail arrivano improvvisamente proposte di finanziamento. Buona parte sono reali, altre invece sono truffe. Arrivano delle proposte fatte da chi fa truffe per lavoro e, in molti, purtroppo ci cascano. Si realizzano così dei finanziamenti inesistenti, con i soldi che vanno a finire nelle tasche sbagliate: tutto ciò attraverso i dati dei clienti ignari, che si ritrovano sul gruppone rate o mutui in realtà mai realmente stipulati”.
“Ecco chi sono le vittime più colpite”
“Le vittime più colpite sono le persone tra i 18 e i 40 anni, non gli anziani a discapito degli stereotipi odierni – prosegue Fabi – I truffatori puntano sulle operazioni di importo contenuto. L’aumento delle frodi del 14% in Sicilia è stato registrato principalmente sui prestiti tra 1500 e 3000 euro perché la soglia di attenzione è minore. Il tutto nonostante si parli di gente per età dotata di cultura digitale avanzata. Mentre prima per effettuare un finanziamento bisognava andare in banca, presentare documenti e superare step infiniti, per importi piccoli le verifiche sono molto più rapide, tutto viene effettuato online o tramite smartphone. Così vengono stipulati finanziamenti come detto ad insaputa delle truffe. C’è gente che si è ritrovata rate di mutuo, perché basta presentare semplicemente documenti tramite internet e con due clic era tutto fatto”.
“Frodi creditizie lato oscuro della digitalizzazione”
Gabriele Urzì ha poi posto l’accento sulla gravità della situazione in Sicilia, la quale in determinate statistiche è addirittura davanti alla Lombardia.
“Nel rapporto tra truffe e credito erogato siamo al primo posto, addirittura ci troviamo prima della Lombardia – commenta con amarezza il responsabile Fabi – Credo ci sia una certa fragilità economica che incide sulla scelta delle persone di cadere nelle truffe. Come fare per risolvere? Innanzitutto servirebbe una soglia di attenzione più alta, la gente dovrebbe fare più attenzione. Occorre investire sui controlli digitali, parlo di verifiche di controllo dell’identità, nonchè migliorare anche il dialogo con i clienti. Questo è il lato oscuro della digitalizzazione, ossia il poter fare tutto online. Quello che preoccupa è il rapporto tra frodi e credito erogato che ci vede al primo posto. I truffatori si muovono in maniera certosina: alcuni operatori fittizi chiamano con numeri che sembrano essere quelli della propria banca, ma in realtà riescono a far slittare questo numero che utilizzano sulla stessa linea telefonica della banca, ingannando le persone”.
“Frodi per 165 milioni di euro nel 2025 secondo Crif: in Sicilia percentuale del 13%”
“Le frodi creditizie, secondo il report Crif, si attestano in tutt’Italia sui 165 milioni di euro – conclude Gabriele Urzì – Per la Sicilia la percentuale sul dato nazionale nel 2025 è il 13%: si tratta di una percentuale importantissima. Se si paragona la potenza economica della Lombardia rispetto alla Sicilia, loro sono al 15%. In Sicilia la fragilità economica e l’esposizione digitale sono la principale causa del diffondersi delle frodi creditizie: per fare finanziamenti basta dare un documento ricavato illegalmente, un codice fiscale, un numero di cellulare e questo porta a ritrovarsi finanziamenti addosso senza saperlo”.
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