Discarica e Tmb a Serradifalco, chiesta una nuova proroga: ecco il motivo

Elian Lo Pipero

Discarica e Tmb a Serradifalco, chiesta una nuova proroga: ecco il motivo

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Elian Lo Pipero |
lunedì 24 agosto 2026 - 4:30
Discarica e Tmb a Serradifalco, chiesta una nuova proroga: ecco il motivo

Discarica a Serradifalco Elian Lo Pipero 24 Agosto 2026, 06:30 “Il lungo iter procedurale ha...

24 Agosto 2026, 06:30

“Il lungo iter procedurale ha di fatto reso impossibile l’ultimazione dei lavori dell’impianto di Tmb, pertanto si richiede una specifica di 24 mesi di proroga del giudizio di compatibilità ambientale”. La Caltanissetta Tmb vuole altro tempo per completare la realizzazione della piattaforma di trattamento di rifiuti a Serradifalco.

Chiesta nuova proroga: ecco perché

La società – a dispetto del nome ha sede a Melilli, in provincia di Siracusa, ed è di proprietà della Igmgroup della famiglia Quercioli Dessena – ha presentato alla Regione un’istanza per prolungare la validità delle autorizzazioni ambientali ottenute nel 2019.Nel 2024, una prima proroga, della durata di due anni, era stata già concessa.

La nuova richiesta è stata motivata con l’esigenza di adeguare il progetto alle aspettative della Regione, e nello specifico a quanto previsto nel piano rifiuti del 2024. In particolare c’è da modificare il progetto del Tmb – l’impianto di trattamento meccanico-biologico – implementando macchinari utili a preparare il rifiuto non allo smaltimento in discarica, che comunque verrà realizzata, ma alle procedure utili al recupero energetico. Sullo sfondo, infatti, ci sono i termovalorizzatori da 600mila tonnellate che il governo Schifani punta a realizzare a Palermo e Catania.

Modifiche necessarie

La proposta della Caltanissetta Tmb è arrivata nelle scorse settimane a Palermo. Sui tavoli della Regione c’è un progetto che prevede la realizzazione di una discarica accanto a un Tmb capace di ricevere rifiuti indifferenziati urbani per 50mila tonnellate all’anno e di trattarne 20mila tonnellate tramite i processi di biostabilizzazione dell’organico.
A dare il via libera ai Quercioli Dessena era stato nel 2019 il governo Musumeci. Il progetto aveva suscitato le proteste della popolazione a Serradifalco, ma un ricorso al Tar presentato da un gruppo di attivisti è stato respinto.

Da allora, tuttavia, i lavori sono andati al rilento: sono state realizzate le opere di urbanizzazione comuni alla discarica e all’impianto nonché le sottofondazioni e le fondazioni di un capannone prefabbricato. A ciò si aggiungono – si legge in uno dei documenti presentati – “la sistemazione dell’area di sedime dell’impianto, la palificata periferica di coronamento che delimita l’area Tmb, la cabina di allaccio alla rete Mt e la cabina trasformatori posizionata in prossimità del futuro locale quadri elettrici e sala controllo. È stata inoltre realizzata la strada di accesso con i relativi varchi, la pesa stradale, il lavaggio ruote e la recinzione definitiva”.

Progetto impianto trattamento meccanico-biologico, necessari cambiamenti

Prima di andare avanti, però, bisognerà modificare il progetto dell’impianto di trattamento meccanico-biologico. A disporlo è stato ad aprile la Cts guidata da Gaetano Armao, specificando che tutto sarebbe dovuto avvenire “entro e non oltre sei mesi dal rilascio del presente parere”. La scadenza, dunque, è prevista per ottobre. Un termine compatibile con la proroga al prossimo 31 dicembre delle autorizzazioni ambientali concessa nel 2024, ma non al completamento delle opere.
“Alla luce delle suddette richieste formulate dalla Cts, la scrivente – ha scritto la Caltanissetta Tmb – ha redatto una proposta di modifica del lay-out dell’impianto di Tmb interno al capannone finalizzata al recupero energetico in luogo dello smaltimento in discarica”.

Diverse tecnologie

La documentazione, che dovrà essere esaminata dalla Cts, è stata presentata il 3 agosto alla Regione. Prevede l’inserimento di macchinari utili a favorire la produzione di Css, tra i quali “una sezione di riduzione volumetrica e disidratazione di una parte di sottovaglio (frazione umida), una sezione di ulteriore selezione del sopravaglio (frazione secca), con separazione dei rifiuti inerti (ceramiche, vetro, ecc.), frazioni recuperabili (metalli, non metalli) e Pvc”.
Da parte della società c’è la garanzia che le modifiche inserite nel progetto non determinano modifiche per ciò che riguarda i quantitativi di rifiuti in ingresso né i punti di emissione i cui impatti ambientali sono stati già valutati negli anni scorsi.

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Fonte: QdS.it