Daniele D'Alessandro 25 Agosto 2026, 08:20 Centinaia le firme raccolte dal comitato spontaneo “L’acqua è...
Centinaia le firme raccolte dal comitato spontaneo “L’acqua è un diritto di tutti” per una diffida che sarà inviata nei prossimi giorni al Comune di Trapani sull’inquinamento dell’acqua in diverse zone della città. La vicenda va avanti da mesi.
L’ultima ordinanza il 12 marzo
Un primo divieto di utilizzo dell’acqua era stato disposto dal Comune il 12 marzo, mentre una nuova ordinanza è stata emessa il 24 luglio dopo ulteriori episodi di contaminazione. Il problema riguarda diverse aree della città, anche distanti tra loro, e i cittadini chiedono ora di sapere da dove abbia avuto origine l’inquinamento e quale sia l’effettiva estensione del fenomeno. Nella diffida si chiedono nuovi campionamenti e analisi alle utenze interessate, oltre a ispezioni per individuare la fonte della contaminazione. Il comitato chiede anche una mappatura di tutte le vie e delle utenze coinvolte, così da avere un quadro preciso della situazione, e interventi di bonifica accompagnati da un monitoraggio continuo della qualità dell’acqua.
Diffida a intervenire entro 7 giorni
Tra i punti contestati c’è anche il servizio di approvvigionamento. Secondo i promotori della raccolta firme, le autobotti comunali non riuscirebbero a rispondere alle necessità dei cittadini e in alcuni casi i tempi di attesa arriverebbero a dieci giorni o più, con quantitativi di acqua ritenuti insufficienti. Il documento chiede quindi di potenziare il servizio gratuito, prevedere il rimborso delle spese sostenute per la pulizia delle cisterne e per l’acquisto di acqua da privati e coinvolgere Prefettura, Protezione civile, Asp e Libero Consorzio. Il Comune viene diffidato a intervenire entro sette giorni dal ricevimento della richiesta. In caso contrario, i sottoscrittori si riservano di rivolgersi alle autorità competenti.
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