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Marsala, la scuola di Digerbato li aveva uniti da bambini: ex compagni di scuola si ritrovano dopo quasi trent’anni

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giovedì 13 agosto 2026 - 13:30

La scuola di Digerbato

Marsala Ci sono incontri che non sono semplici rimpatriate. Sono piccoli viaggi nel tempo. Serate in cui basta uno sguardo, una battuta, un ricordo nominato quasi per caso, e all’improvviso gli anni sembrano accorciarsi. È quello che è accaduto agli ex compagni della scuola di Digerbato, che dopo quasi trent’anni si sono ritrovati per una serata di festa, memoria e amicizia.

Correva l’anno 1996 quando un gruppo di bambine e bambini iniziava il proprio percorso nella prima classe della scuola primaria di Digerbato. Erano alunni provenienti dalle contrade di Ciavolo, Ciavolotto, Scacciaiazzo e Digerbato, nel territorio marsalese. Allora si incontravano ogni mattina tra i banchi, condividendo quaderni, giochi, merende, interrogazioni, risate e quella quotidianità semplice che, col passare degli anni, diventa memoria preziosa.

Oggi quelle bambine e quei bambini sono adulti, con vite, percorsi, famiglie e impegni diversi. Ma il legame nato in quegli anni non si è spezzato. Si è soltanto nascosto un po’ sotto il peso del tempo, pronto a riaffiorare alla prima occasione buona.

La cena al Lido Rina Russa

La rimpatriata si è svolta al Lido Rina Russa, in una cornice estiva che ha reso la serata ancora più suggestiva. Una cena tra ex compagni, ma anche un momento di riconoscimento reciproco: riconoscersi nei volti cambiati, nei sorrisi rimasti uguali, nei modi di fare che il tempo non è riuscito davvero a trasformare.

All’inizio, come spesso accade in questi incontri, non sono mancati sorrisi, piccole esitazioni e qualche secondo in più per ritrovare nei volti adulti i lineamenti dei bambini di un tempo. Poi è bastato poco: una frase, un soprannome, il ricordo di un episodio in classe, e la distanza degli anni si è sciolta.

La serata si è trasformata così in un racconto collettivo. Ognuno ha riportato un frammento di quegli anni, un dettaglio dimenticato dagli altri, una scena rimasta impressa. E così, tra fotografie, aneddoti e risate, la classe si è ritrovata davvero.

L’infanzia nelle contrade

Quella vissuta dagli ex alunni di Digerbato è stata un’infanzia molto diversa da quella di oggi. Un’infanzia fatta di cortili, biciclette, corse nelle strade di contrada, pomeriggi passati insieme e libertà.

La distanza dal centro storico di Marsala, per quei bambini, non era un limite. Anzi, aveva creato una quotidianità più stretta, più familiare, più condivisa. Le contrade erano un mondo dentro il mondo: ci si conosceva, ci si cercava, si cresceva insieme.

Non c’erano cellulari, tablet, chat o social network. Le amicizie si costruivano dal vivo, giorno dopo giorno. Si bussava alla porta, si scendeva in strada, si inventavano giochi, si litigava e poi si faceva pace. Tutto sembrava più lento, ma forse anche più intenso.

Ed è proprio questo che ha reso la rimpatriata così sentita: non soltanto rivedere vecchi compagni, ma ritrovare un pezzo della propria infanzia. Una parte di vita che appartiene a ciascuno, ma che ha senso soprattutto quando viene condivisa con chi c’era.

La bellezza delle reunion d’estate

Negli ultimi anni, soprattutto durante l’estate, sono sempre più frequenti le reunion tra ex compagni di scuola. C’è chi si rivede dopo dieci anni, chi dopo venti, chi dopo quaranta. Ogni gruppo ha la sua storia, ma il sentimento è spesso lo stesso: il bisogno di tornare per una sera a un tempo in cui tutto sembrava più leggero.

Queste rimpatriate hanno qualcosa di bello perché non sono soltanto occasioni per fare una foto di gruppo o raccontarsi cosa si è diventati. Sono momenti in cui si misura il tempo passato, ma anche ciò che il tempo non è riuscito a cancellare.

Per gli ex alunni della scuola di Digerbato, ritrovarsi ha significato ricordare il punto da cui tutto è cominciato: la prima classe, i compagni, le maestre, i giochi, le strade delle contrade, le prime amicizie. In fondo, anche quando la vita porta altrove, certi inizi restano dentro.

I ricordi e le assenze

Durante la serata sono riaffiorati tanti ricordi legati agli anni della scuola elementare. Le risate, le marachelle, le giornate passate tra i banchi, i pomeriggi di gioco, le amicizie nate quasi senza accorgersene.

Non tutti gli ex alunni hanno potuto partecipare. Alcuni erano assenti per motivi di lavoro, altri vivono oggi fuori dalla Sicilia e non sono riusciti a raggiungere Marsala. Ma anche le assenze sono entrate nel racconto della serata, perché il senso di appartenenza a quella classe è rimasto comunque vivo.

Chi non c’era è stato ricordato con affetto. Perché una classe non è fatta soltanto da chi si siede attorno a un tavolo in una sera d’estate, ma anche da chi continua a far parte della stessa storia, pur da lontano.

I partecipanti alla rimpatriata

Alla serata hanno preso parte Giada Amato, Andrea Bertolino, Michele Chirco, Isabella Di Girolamo, Silvia Foderà, Simone Genna, Lorena Giappone, Ignazio Mannone, Lidia Mezzapelle, Antonio Parrinello, Francesco Pizzo, Francesca Rizzo e Rosaria Sciacca.

Nomi che, messi insieme, raccontano una classe, un tempo condiviso e un legame che ha saputo resistere agli anni.

La rimpatriata è stata raccontata a Marsala Live da Giada Desi Maria Amato, che ha voluto condividere con la redazione il piacere di questo incontro e il desiderio di far conoscere una storia semplice ma autentica, di quelle che parlano a tanti.

Una storia che appartiene a molti

Anche chi non conosce personalmente i protagonisti può riconoscersi in questa storia. Perché tutti, in qualche modo, conserviamo il ricordo di una classe, di un banco, di un compagno perso di vista, di un’infanzia che ogni tanto torna a bussare.

La reunion degli ex alunni di Digerbato racconta proprio questo: la forza dei legami nati quando si era piccoli, la nostalgia buona delle cose vissute insieme, il valore delle radici e delle comunità di contrada.

Dopo quasi trent’anni, quel gruppo ha dimostrato che alcune amicizie possono cambiare forma, allontanarsi, restare sospese per molto tempo, ma non sparire davvero.

Basta una sera d’estate, un tavolo, qualche foto, una torta, il mare vicino e la voglia di ritrovarsi. E per qualche ora si torna di nuovo bambini, con la stessa complicità di allora e un sorriso in più per tutto quello che la vita, nel frattempo, ha portato.


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