Marsala Live

admin@admin.com

Prelievo multiorgano a Trapani, gesto d’amore al Sant’Antonio Abate

Condividi su:

giovedì 06 agosto 2026 - 9:00

Prelievo multiorgano a Trapani

Trapani Un gesto d’amore straordinario che diventa speranza concreta per chi attendeva un trapianto. È quanto avvenuto all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, dove si è svolto un prelievo multiorgano su un paziente deceduto nel nosocomio.

La procedura è stata effettuata all’interno dell’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione e ha richiesto un lavoro complesso, delicato e coordinato.

A rendere possibile tutto è stata la scelta della famiglia del donatore, che in un momento di dolore profondo ha dato il proprio consenso a un gesto capace di offrire nuove possibilità di vita ad altri pazienti.

Una procedura durata oltre 24 ore

Il prelievo multiorgano ha coinvolto una equipe multidisciplinare composta da medici, operatori sanitari e tecnici.

Il personale è rimasto impegnato per oltre 24 ore, seguendo tutte le fasi previste dalla procedura: l’accertamento della morte, il prelievo, la custodia e il trasporto degli organi nelle sedi di destinazione.

Si tratta di un percorso sanitario che richiede tempestività, precisione, coordinamento e rispetto rigoroso dei protocolli, perché ogni fase è determinante per garantire la possibilità del trapianto.

Cuore a Bari, fegato e reni all’Ismett

Nel dettaglio, il cuore è stato prelevato da cardiochirurghi pugliesi ed è stato destinato a Bari.

Il fegato e i reni sono stati invece destinati all’Ismett di Palermo, centro di riferimento per i trapianti.

Le cornee, infine, sono state inviate alla banca delle cornee.

Ogni organo prelevato rappresenta una possibilità concreta per pazienti in attesa, spesso da molto tempo, di un intervento capace di cambiare radicalmente il proprio percorso di cura.

Il valore della donazione

La donazione degli organi resta uno degli atti più generosi che una famiglia possa compiere.

Dietro ogni prelievo multiorgano c’è una storia di dolore, ma anche una scelta di grande umanità. Una decisione che consente di trasformare una perdita in una speranza per altre persone e per le loro famiglie.

L’intervento eseguito al Sant’Antonio Abate conferma anche il ruolo delle strutture sanitarie nella rete della donazione e dei trapianti, dove l’organizzazione deve funzionare in modo rapido e preciso.

Il ringraziamento dell’ASP Trapani

Il commissario straordinario dell’ASP Trapani, Sabrina Pulvirenti, ha espresso profonda gratitudine alla famiglia del donatore.

Pulvirenti ha sottolineato come, in un momento segnato da una tragica perdita, i familiari abbiano trovato la forza di compiere “un gesto di amore immenso”.

Il commissario ha inoltre ringraziato tutta l’equipe aziendale coinvolta nella procedura, evidenziando la tempestività e l’efficienza con cui il personale ha risposto a un intervento tanto delicato.

Un lavoro sanitario e umano

Il prelievo multiorgano richiede competenze specialistiche, ma anche una grande capacità di coordinamento tra reparti, professionisti e centri di destinazione.

Medici, infermieri, tecnici e operatori lavorano in tempi stretti, con la consapevolezza che ogni passaggio può incidere sulla possibilità di salvare o migliorare la vita di altre persone.

Al Sant’Antonio Abate di Trapani, l’intervento ha messo insieme professionalità, organizzazione e sensibilità umana.

Una speranza che continua

La donazione compiuta a Trapani lascia un messaggio forte alla comunità.

Nel momento più difficile, una famiglia ha scelto di dire sì alla vita degli altri. Da quel sì nasce una catena di cura che raggiunge pazienti, ospedali e famiglie in attesa.

Il prelievo multiorgano effettuato al Sant’Antonio Abate diventa così non solo un fatto sanitario, ma anche una testimonianza di solidarietà profonda.


Leggi gli approfondimenti su Marsala Live

Condividi su: