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Contrasto al caporalato, controlli tra Marsala e Petrosino: due imprenditori denunciati

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venerdì 12 giugno 2026 - 17:24

Contrasto al caporalato, controlli tra Marsala e Petrosino

Marsala – Nuova attività di contrasto al caporalato e al lavoro sommerso nel territorio della provincia di Trapani. I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani, in sinergia con l’Arma territoriale e con i funzionari dell’INPS di Trapani, hanno eseguito controlli in allevamenti e ditte agrovivaistiche.

Il servizio ha interessato tre aziende tra Marsala e Petrosino. Durante le verifiche, i militari hanno controllato la posizione di otto lavoratori, tutti di nazionalità straniera. Di questi, sei sono risultati non regolarmente assunti.

L’attività rientra in un più ampio piano nazionale finalizzato al contrasto dello sfruttamento lavorativo, del lavoro nero e delle irregolarità in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Contrasto al caporalato e tutela dei lavoratori fragili

Il contrasto al caporalato resta una delle priorità nei settori dove il rischio di sfruttamento è più alto.

Secondo quanto comunicato dai Carabinieri, i controlli hanno avuto l’obiettivo di colpire il fenomeno del caporalato e l’abuso del lavoro sommerso, pratiche che possono sfruttare lo stato di bisogno delle fasce più deboli della popolazione.

Le verifiche hanno riguardato aziende agricole e agrovivaistiche, comparti nei quali la tutela dei lavoratori, la regolarità dei contratti e il rispetto delle norme sulla sicurezza assumono un valore particolarmente importante.

Il lavoro, soprattutto quando coinvolge persone in condizioni di fragilità economica o sociale, deve essere garantito dentro regole chiare, trasparenti e rispettose della dignità umana.

Le irregolarità contestate a Marsala

All’esito dei controlli, al titolare di una ditta di Marsala sono state contestate diverse irregolarità.

Secondo quanto reso noto, le violazioni riguardano la mancata sorveglianza sanitaria, l’omessa formazione e informazione dei lavoratori, la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale, l’omessa costituzione del servizio di prevenzione e protezione, la mancata nomina del RSPP, l’omessa redazione del DVR e la mancata nomina del medico competente.

Inoltre, nella ditta marsalese sarebbero stati impiegati quattro lavoratori in nero su quattro presenti.

Proprio per le gravi violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e per l’impiego di lavoratori non regolarmente assunti, è stato adottato un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Le contestazioni alla ditta di Petrosino

Anche una ditta di Petrosino è finita al centro degli accertamenti.

Al titolare sono state contestate irregolarità relative alla mancata sorveglianza sanitaria e all’omessa formazione e informazione.

Si tratta di aspetti fondamentali per la prevenzione degli infortuni e per la tutela della salute dei lavoratori.

La formazione, infatti, consente a chi opera nei luoghi di lavoro di conoscere rischi, procedure e comportamenti corretti. La sorveglianza sanitaria, invece, permette di verificare l’idoneità dei lavoratori rispetto alle mansioni svolte e alle condizioni dell’ambiente professionale.

Quando questi obblighi vengono meno, aumenta il rischio per chi lavora e si indebolisce l’intero sistema di prevenzione.

Due imprenditori denunciati e attività sospesa

I due imprenditori controllati sono stati deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente.

Per la ditta marsalese, come già indicato, è stata disposta anche la sospensione dell’attività imprenditoriale.

La misura è stata adottata a seguito delle gravi violazioni riscontrate in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e per l’impiego di lavoratori in nero.

Il procedimento proseguirà adesso nelle sedi competenti. Come sempre, vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Sanzioni e ammende per oltre 66 mila euro

Per le irregolarità riscontrate durante i controlli sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 48.200 euro.

Di questa somma, 9.200 euro riguardano somme aggiuntive.

Sono state inoltre elevate ammende per complessivi 17.807,92 euro.

Il totale tra sanzioni e ammende supera quindi i 66 mila euro.

I numeri confermano il peso delle irregolarità contestate e la rilevanza dell’attività ispettiva svolta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, insieme all’Arma territoriale e all’INPS.

Lavoro nero, sicurezza e dignità

Il fenomeno del lavoro nero non riguarda soltanto la mancata regolarizzazione contrattuale.

Spesso si accompagna a condizioni di maggiore vulnerabilità, assenza di tutele, minore sicurezza e impossibilità per i lavoratori di far valere pienamente i propri diritti.

Per questo, il contrasto al lavoro sommerso si lega direttamente alla tutela della salute e della dignità delle persone.

Nel settore agricolo e agrovivaistico, in particolare, la regolarità dei rapporti di lavoro e il rispetto delle norme sulla sicurezza rappresentano elementi essenziali per prevenire sfruttamento, incidenti e abusi.

Controlli nel territorio trapanese

L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine sul territorio trapanese.

I controlli in materia di lavoro hanno una funzione preventiva e repressiva. Da una parte servono a individuare irregolarità già presenti. Dall’altra, contribuiscono a richiamare imprese e datori di lavoro al rispetto delle norme.

La sicurezza sul lavoro e la regolarità contrattuale non possono essere considerate elementi secondari. Sono parte integrante di un’economia sana e di una comunità che tutela chi lavora.

Per approfondire le informazioni istituzionali sulle attività dell’Arma è possibile consultare anche il sito dei Carabinieri.

L’attività tra Marsala e Petrosino richiama ancora una volta l’importanza di controlli costanti, soprattutto nei settori più esposti al rischio di sfruttamento. Il lavoro deve restare uno strumento di dignità, non una condizione di fragilità da cui trarre vantaggio.


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