Inflazione guerra Medio Oriente
Roma – Inflazione guerra Medio Oriente e rincari dei carburanti tornano al centro dell’attenzione. L’associazione Codici – Centro per i Diritti del Cittadino ha pubblicato un aggiornamento sui prezzi dell’energia e sulle possibili ricadute per le famiglie italiane.
Secondo l’ultimo monitoraggio, i nuovi aumenti registrati negli ultimi giorni stanno rafforzando i timori per un impatto diretto sull’inflazione e sul costo della vita.
L’analisi arriva a pochi giorni da una precedente stima diffusa il 6 marzo, che già indicava un aumento dei prezzi per le famiglie.
Inflazione guerra Medio Oriente: carburanti in aumento
I dati più recenti, basati sulle comunicazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, indicano un nuovo rialzo dei carburanti.
La benzina in modalità self service ha raggiunto una media nazionale di 1,767 euro al litro, mentre il gasolio self service ha superato 1,950 euro al litro.
Persistono inoltre differenze territoriali significative. In alcune zone del Nord Italia il gasolio sfiora o supera i 2 euro al litro, con 2,000 euro a Bolzano e 1,992 euro a Trento.
Anche gli altri carburanti restano su livelli elevati:
• GPL servito: 0,706 euro/litro
• Metano servito: 1,429 euro/kg
Sulla rete autostradale i prezzi risultano ancora più alti, con la benzina che raggiunge 1,816 euro al litro e il gasolio 1,903 euro al litro.
L’effetto sui prezzi alimentari
Secondo l’associazione Codici, l’aumento del gasolio è particolarmente rilevante perché incide direttamente sui costi della logistica, del trasporto merci e della distribuzione alimentare.
Per questo motivo, i nuovi rincari potrebbero tradursi rapidamente in un aumento dei prezzi al consumo.
Nel monitoraggio diffuso il 6 marzo, Codici aveva stimato che un aumento dei carburanti tra il 2% e il 3% avrebbe potuto generare entro fine mese un incremento dei prezzi alimentari tra lo 0,5% e l’1,5%.
Questo scenario avrebbe comportato una spesa aggiuntiva per le famiglie compresa tra 20 e 40 euro al mese.
Previsioni riviste al rialzo
Alla luce dei nuovi aumenti registrati negli ultimi giorni, le previsioni sono state aggiornate.
Secondo le nuove stime, entro la fine di marzo i prezzi dei beni alimentari potrebbero crescere tra lo 0,6% e l’1,7%, con effetti più evidenti sui prodotti che richiedono maggiore trasporto e logistica.
Dal punto di vista macroeconomico, il livello attuale dei carburanti rende plausibile una pressione inflazionistica tra l’1,3% e l’1,5% già nel mese di marzo, superiore alla stima precedente dell’1,2%.
Il peso sui bilanci familiari
Per le famiglie italiane l’impatto potrebbe tradursi in un aumento della spesa alimentare mensile tra 25 e 45 euro per nucleo familiare medio.
Un aggravio che rischia di colpire soprattutto le fasce economicamente più fragili, quelle che destinano una quota maggiore del reddito ai consumi essenziali.
Secondo Codici, se il conflitto in Medio Oriente dovesse proseguire o intensificarsi nelle prossime settimane, esiste il rischio concreto di assistere a un ulteriore effetto domino sui prezzi dei beni di largo consumo.
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